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LetteraTurestorie

di Giorgio Baruzzi

Jacopone da Todi, Donna de Paradiso o Il pianto della Madonna

(Todi ca 1236 – Collazzone 25.12.1306) Iàcopo di Iacobèllo déi Benedétti, nato da nobile famiglia guelfa, esercitò in gioventù la professione di notaio. A partire dal 1268, in seguito alla tragica morte della moglie Vanna, ebbe una profonda crisi religiosa che lo indusse ad entrare nel 1278 nell’ordine francescano. Nell’acceso confronto interno all’ordine, fra conventuali e spirituali, si schierò con questi ultimi, che furono condannati da Bonifacio VIII. Scomunicato nel 1298, fu rinchiuso in carcere, dove rimase fino alla morte del Papa (1303). Della sua opera restano un centinaio di Laude (tra cui il capolavoro Donna de Paradiso o Il pianto della Madonna), in cui con forte accento polemico ed acceso spirito combattivo denuncia la corruzione della Chiesa e degli uomini, incapaci di redimersi. Le laudi di Jacopone da Todi sono componimenti di tema religioso che si rifanno al genere della lauda, in cui Jacopone rappresenta con toni angosciosi e tormentati la realtà umana e terrena, per la sua vanità e caducità. Il linguaggio delle laudi, basato fondamentalmente sul dialetto umbro, è estremamente crudo.

Donna de Paradiso.

Capolavoro di Jacopone da Todi in dialetto umbro, è uno dei più antichi esempi di laude drammatiche, interamente dialogata a più voci. Il poeta descrive la figura di Maria, addolorata, presso la croce su cui Gesù sta morendo. Madre e figlio dialogano, dopo che un nunzio ha descritto le tragiche vicende della crocifissione, e Gesù morente affida la madre all’apostolo Giovanni. Quel che emerge con particolare forza è l’umanità di Maria, trafitta dal dolore per la morte del figlio, che vorrebbe morire con lui e che lancia grida disperate. Maria è in primo luogo una madre straziata, perché sta perdendo il proprio figlio in modo tanto crudele.

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[Nunzio]

«Donna de Paradiso,

lo tuo figliolo è preso

Iesù Cristo beato.

Accurre, donna e vide

5    che la gente l’allide;

credo che lo s’occide,

tanto l’ò flagellato».

[Maria]

«Como essere porria,

che non fece follia,

10    Cristo, la spene mia,

om l’avesse pigliato?».

[Nunzio]

«Madonna, ello è traduto,

Iuda sì ll’à venduto;

trenta denar’ n’à auto,

15    fatto n’à gran mercato».

[Maria]

«Soccurri, Madalena,

ionta m’è adosso piena!

Cristo figlio se mena,

como è annunziato».

[Nunzio]

20    «Soccurre, donna, adiuta,

cà ’l tuo figlio se sputa

e la gente lo muta;

òlo dato a Pilato».

[Maria]

«O Pilato, non fare

25    el figlio meo tormentare,

ch’eo te pòzzo mustrare

como a ttorto è accusato».

[Popolo]

«Crucifige, crucifige!

Omo che se fa rege,

30    secondo nostra lege

contradice al senato».

[Maria]

«Prego che mm’entennate,

nel meo dolor pensate!

Forsa mo vo mutate

35    de que avete pensato».

[Popolo]

«Traiàn for li latruni,

che sian soi compagnuni;

de spine s’encoroni,

ché rege ss’è clamato!».

[Maria]

40    «O figlio, figlio, figlio,

figlio, amoroso giglio!

Figlio, chi dà consiglio

al cor me’ angustiato?

Figlio occhi iocundi,

45     figlio, co’ non respundi?

Figlio, perché t’ascundi

al petto o’ sì lattato?».

[Nunzio]

«Madonna, ecco la croce,

che la gente l’aduce,

50    ove la vera luce

déi essere levato».

[Maria]

«O croce, e que farai?

El figlio meo torrai?

E que ci aponerai,

55    che no n’à en sé peccato?».

[Nunzio]

«Soccurri, plena de doglia,

cà ’l tuo figliol se spoglia;

la gente par che voglia

che sia martirizzato».

[Maria]

60    «Se i tollit’el vestire,

lassatelme vedere,

com’en crudel firire

tutto l’ò ensanguenato».

[Nunzio]

«Donna, la man li è presa,

65    ennella croc’è stesa;

con un bollon l’ò fesa,

tanto lo ‘n cci ò ficcato.

L’altra mano se prende,

ennella croce se stende

70    e lo dolor s’accende,

ch’è plu multiplicato.

Donna, li pè se prènno

e clavellanse al lenno,

onne iontur’aprenno,

75    tutto l’ò sdenodato».

[Maria]

«Et eo comenzo el corrotto;

figlio, lo meo deporto,

figlio, chi me tt’à morto,

figlio meo dilicato?

80    Meglio aviriano fatto

ch’el cor m’avesser tratto,

ch’ennella croce è tratto,

stace descilïato!».

[Cristo]

«O mamma, o’ n’èi venuta?

85    Mortal me dà’ feruta,

cà ’l tuo plagner me stuta,

ché ’l veio sì afferato».

[Maria]

«Figlio, ch’eo m’ aio anvito,

figlio, pat’e mmarito!

90    Figlio, chi tt’à firito?

Figlio, chi tt’à spogliato?».

[Cristo]

«Mamma, perché te lagni?

Voglio che tu remagni,

che serve mei compagni,

95    ch’êl mondo aio aquistato».

[Maria]

«Figlio, questo non dire!

Voglio teco morire,

non me voglio partire

fin che mo ’n m’esc’ el fiato.

100    C’una aiàn sepultura,

figlio de mamma scura,

trovarse en afrantura

mat’e figlio affocato!».

[Cristo]

«Mamma col core afflitto,

105    entro ’n le man’ te metto

de Ioanni, meo eletto;

sia to figlio appellato.

Ioanni, èsto mea mate:

tollila en caritate,

110    àginne pietate,

cà ‘l core sì à furato».

[Maria]

«Figlio, l’alma t’è ’scita,

figlio de la smarrita,

figlio de la sparita,

115    figlio attossecato!

Figlio bianco e vermiglio,

figlio senza simiglio,

figlio, e a ccui m’apiglio?

Figlio, pur m’ài lassato!

120    Figlio bianco e biondo,

figlio volto iocondo,

figlio, perché t’à el mondo,

figlio, cusì sprezzato?

Figlio dolc’e placente,

125    figlio de la dolente,

figlio àte la gente

mala mente trattato.

Ioanni, figlio novello,

morto s’è ’l tuo fratello.

130    Ora sento ’l coltello

che fo profitizzato.

Che moga figlio e mate

d’una morte afferrate,

trovarse abraccecate

135    mat’e figlio impiccato!».

 

[Nunzio]

Donna del paradiso,

tuo figlio è stato arrestato,

Gesù Cristo beato.

Accorri, donna, e guarda

come la gente lo percuote;

credo che lo stiano uccidendo,

tanto l’hanno flagellato

[Maria]

Come è possibile,

poiché non ha fatto niente di male,

Cristo, la mia speranza,

che qualcuno l’abbia catturato?

[Nunzio]

Madonna, è stato tradito,

Giuda in questo modo l’ha venduto;

ne ha avuto in cambio trenta denari,

ne ha tratto un gran guadagno.

[Maria]

Aiutami, Maddalena,

Un’immensa sventura mi giunge addosso!

Cristo mio figlio mi portano via,

come mi è stato profetizzato.

[Nunzio]

Soccorrilo, donna, aiutalo,

perché la gente sputa a tuo figlio

e lo trascina qua e là;

l’hanno consegnato a Pilato

[Maria]

O Pilato, non fare

tormentare mio figlio

perché ti posso dimostrare

Quanto a torto sia accusato.

[Popolo]

Crocifiggilo! Crocifiggilo!

Un uomo che si proclama re,

secondo la nostra legge,

Si ribella al senato.

[Maria]

Vi prego di ascoltarmi,

pensate al mio dolore!

forse allora cambierete

quello che avete pensato.

[Popolo]

Tiriamo fuori i ladroni,

che gli siano compagni,

sia incoronato di spine,

perché si è chiamato re!

[Maria]

O figlio, figlio, figlio,

figlio, amoroso giglio,

figlio chi potrà consolare

il mio cuore angosciato?

Figlio occhi gioiosi,

figlio, perché non rispondi?

Figlio, perché ti nascondi

al petto che ti ha allattato?

[Nunzio]

Madonna, ecco la croce

la gente che la gente porta,

su cui Cristo, la vera luce,

deve essere sollevato.

[Maria]

O croce, che cosa farai?

Mio figlio prenderai?

Di che cosa accuserai

chi non ha in sé alcun peccato?

[Nunzio]

Accorri, o piena di dolore,

perché spogliano tuo figlio:

pare che la gente voglia

che sia martirizzato.

[Maria]

Se gli togliete i vestiti,

lasciatemi vedere

come le crudeli ferite

l’hanno insanguinato

[Nunzio]

Donna, gli hanno preso la mano

e l’hanno stesa sulla croce:

gliel’hanno trapassata con un chiodo,

tanto ce l’hanno conficcato.

Ora prendono l’altra mano

e la stendono sulla croce

e il dolore si accende,

perché è moltiplicato

Donna, gli prendono i piedi

e li inchiodano al legno;

gli hanno spaccato ogni giuntura

snodandogli tutte le ossa

[Maria]

Io comincio il lamento funebre:

figlio, mia gioia,

figlio, chi ti ha ucciso,

figlio mio nobile e bello?

Avrebbero fatto meglio

a strapparmi il cuore

perché esso è trascinato sulla croce

e vi sta sopra lacerato

[Cristo]

Mamma, dove sei venuta?

Mi dai una ferita mortale,

perché il tuo pianto mi uccide,

poiché lo vedo così angosciato,

[Maria]

Figlio, ne ho buon motivo,

figlio, padre e marito!

Figlio, chi ti ha ferito?

Figlio, chi ti ha spogliato?

[Cristo]

Mamma, perché ti lamenti?

Voglio che tu resti viva

e che assista i miei compagni

che ho acquistato al mondo

[Maria]

Figlio, questo non dire!

Con te voglio morire,

non me ne voglio andare

finché non mi esce il fiato.

Voglio che abbiamo un’unica sepoltura

figlio di mamma sventurata,

che si trovino nello stesso tormento

madre e figlio assassinato!

[Cristo]

Mamma dal cuore afflitto,

ti metto nelle mani di Giovanni,

il mio prediletto:

sia chiamato tuo figlio

Giovanni, eccoti mia madre:

prendila in carità,

abbine pietà,

perché ha il cuore così trafitto.

[Maria]

L’anima ti è uscita,

figlio della smarrita,

figlio della disperata,

figlio avvelenato!

Figlio bianco e rosso,

figlio senza uguali

figlio, a chi mi aggrappo?

Figlio, mi hai del tutto abbandonata!

Figlio bianco e biondo,

figlio dal volto gioioso;

figlio, perché il mondo

figlio, ti ha così disprezzato?

Figlio dolce e piacente,

figlio dell’addolorata,

figlio, la gente ti ha

Crudelmente (malamente) trattato.

Giovanni, nuovo figlio,

è morto tuo fratello

Ora sento la ferita del coltello

che mi fu profetizzata.

Che muoiano il figlio e la madre

da un’unica morte afferrati,

che si trovino insieme abbracciati

madre e figlio appeso alla croce .

Fabrizio De André, Tre madri (da La buona novella,1970)

Madre di Tito

“Tito, non sei figlio di Dio 

Ma c’è chi muore nel dirti addio”

Madre di Dimaco

“Dimaco, ignori chi fu tuo padre

Ma più di te muore tua madre”

Le due madri

“Con troppe lacrime piangi, Maria

Solo l’immagine d’un’agonia

Sai che alla vita, nel terzo giorno

Il figlio tuo farà ritorno

Lascia noi piangere, un po’ più forte

Chi non risorgerà più dalla morte”

Madre di Gesù

“Piango di lui ciò che mi è tolto

Le braccia magre, la fronte, il volto

Ogni sua vita che vive ancora

Che vedo spegnersi ora per ora

Figlio nel sangue, figlio nel cuore

E chi ti chiama, Nostro Signore 

Nella fatica del tuo sorriso 

Cerca un ritaglio di Paradiso

Per me sei figlio, vita morente

Ti portò cieco questo mio ventre

Come nel grembo, e adesso in croce

Ti chiama amore questa mia voce

Non fossi stato figlio di Dio 

T’avrei ancora per figlio mio”

 

De Andrè e Vecchioni…

In entrambe le canzoni, di cui riporto alcuni versi, la suggestione del testo medievale di Jacopone è evidente, soprattutto nel ritmo scandito dalla parola figlio. Il contenuto è invece privo di sacralità.  Al dolore di Maria per la morte del figlio la preoccupazione per il futuro di un figlio nato e destinato a crescere in un mondo privo di ideali e di valori.

Ottocento
Da F. De André, Le nuvole, 1990

[…]

Figlio bello e audace

bronzo di Versace

figlio sempre più capace

di giocare in borsa

di stuprare in corsa tu

[…]

Figlio figlio

povero figlio

eri bello bianco e vermiglio

quale intruglio ti ha perduto nel Naviglio

figlio figlio

unico sbaglio

annegato come un coniglio

per ferirmi, pugnalarmi nell’orgoglio

a me a me

che ti trattavo come un figlio

povero me

domani andrà meglio […]

Figlio
da R.Vecchioni, Il lanciatore di coltelli, 2002

[…]

Figlio, figlio, figlio,

disperato giglio, giglio, giglio,

luce di purissimo smeriglio,

corro nel tuo cuore e non ti piglio,

dimmi dove ti assomiglio

figlio, figlio, figlio,

soffocato giglio, giglio, giglio,

figlio della rabbia e dell’imbroglio,

figlio della noia e lo sbadiglio,

disperato figlio, figlio, figlio. (Rit.)

[…]

 

Analisi del testo

Jacopone teatralizza la passione di Cristo

La lauda racconta i drammatici momenti della passione e morte di Cristo ma pone in primo piano la sofferenza di Maria e il suo dramma di madre. Rifacendosi ai Vangeli, Jacopone teatralizza gli eventi rendendo più umani e vicini al sentire popolare i temi religiosi. La lauda si presenta sotto forma di dialogo, i cui personaggi sono: il Nunzio, Maria, il Popolo, Cristo. Il Nunzio riferisce con crudezza alla Madonna gli eventi che hanno portato alla cattura di Cristo, descrive il comportamento del popolo, la consegna di Gesù a Pilato, e ciò che accade nel momento della Passione, attorno alla croce.

Possiamo suddividere il testo in tre parti:
  • Cattura e crocefissione di Gesù (vv. 4-83)
  • Dialogo tra Maria e Gesù (vv. 84-111).
  • Il lamento funebre o corruptus (vv. 112-135).
La sofferenza materna di Maria

La sofferenza della Madonna è profondamente umana ed ella appare, più che come «donna de Paradiso», anzitutto come una madre disperata. Il lamento funebre (corruptus, dal latino cor ruptus ovvero “cuore rotto”) di Maria, che occupa tutta l’ultima parte della lauda, è contrassegnato dalla ripetuta invocazione del figlio. Non serve a consolare Maria la consapevolezza della missione salvifica di Gesù né l’aver compreso il significato della profezia di Simeone (“E anche a te una spada trafiggerà l’anima”, Vangelo di Luca, II, 35).

Suo figlio è morto e Maria grida tutto il suo dolore: si sente sperduta e disperata e invoca il figlio esaltandone la bellezza senza pari, ribadisce la sua disperazione, ora che l’ha definitivamente perduto. Perché, si chiede Maria affranta dal dolore, lui che donava gioia e serenità agli altri è stato a tal punto disprezzato e umiliato?

Nei versi conclusivi (vv. 132-135), Maria invoca la propria morte insieme a quella di Cristo, abbracciata strettamente a lui, a sottolineare la dimensione umana della sua tragica sofferenza di madre.

Il lessico

Per raccontare la Passione, Jacopone sceglie la forma della lauda drammatica, strutturata secondo le forme della ballata sacra, composta da quartine di versi settenari rimati. Il lessico è in gran parte legato alla cultura popolare e alla quotidianità, con toni espressionistici che descrivono efficacemente la drammaticità degli eventi, da un lato, e che mostrano, dall’altro, tutta l’umanità e l’amore che caratterizza il rapporto tra Maria e Gesù: mamma; lagni; affocato; attossicato; abbraccecate. Sono presenti tuttavia anche espressioni che rimandano ad un registro linguistico colto, come le forme latineggianti allide, nella prima quartina, crucifige, lege, rege nella parte qui non riportata, o come l’aggettivo vermiglio, del v. 116, di derivazione provenzale.

Comprensione e analisi
  1. Quali avvenimenti narra la poesia?
  2. La narrazione della Passione prende la forma di un racconto a più voci. Quali personaggi pronunciano le diverse battute?
  3. Qual è la funzione del “nunzio”?
  4. Quali attributi vengono riferiti da Maria al proprio figlio?
  5. Della figura di Maria viene evidenziata più la natura umana o quella divina? Spiega perché
  6. Che tipo di lessico prevale nella lauda?
  7. Perché questo componimento è definito una “lauda drammatica”?
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CC BY-NC-SA 4.0 Jacopone da Todi, Donna de Paradiso by giorgiobaruzzi is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International License.