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LetteraTurestorie

di Giorgio Baruzzi

Strutture e tecniche della narrazione

 

La struttura generale di un racconto o di un romanzo può assumere varie caratteristiche. Tra le più comuni troviamo [1]:
  • Narrazione a ripetizione: il protagonista deve affrontare in successione situazioni che presentano caratteristiche simili (ad es. ostacoli da superare). Questo tipo di struttura è piuttosto frequente nelle fiabe.
  • Narrazione circolare: la situazione di partenza si ripresenta, modificata, nella conclusione (Vedi, ad esempio, La felicità di Maupassant, che è anche una narrazione ad incastro, ma ripresenta nel finale la situazione di partenza). Anche questo tipo di narrazione è frequente nelle narrazioni fiabesche.
[inizio] Aveva cominciato a leggere il romanzo alcuni giorni prima. Lo abbandonò per affari urgenti, tornò ad aprirlo mentre rientrava in treno al podere; si lasciava interessare lentamente dalla trama, dal disegno dei personaggi. Quella sera, …
[conclusione] La porta del salotto, e allora il pugnale in mano, la luce delle vetrate, l’alto schienale di una poltrona di velluto verde, la testa di un uomo nella poltrona che sta leggendo un romanzo.
J. Cortazar, Continuità dei parchi [2]

 

  • Narrazione ad incastro (racconto nel racconto): il narratore iniziale (di primo grado) cede il posto ad un altro narratore (di secondo grado), e via di seguito, per poi riprendere la narrazione di partenza quando questi hanno concluso; oppure, una storia può contenere, al suo interno, un’altra storia, raccontata dallo stesso narratore.
 “…Dopo che il re ebbe preso la verginità di Sharazàd, sedettero tutti a conversare e la sorella minore disse: – Sorella, raccontaci una storia con cui trascorrere la veglia di questa notte. – Volentieri, – ella rispose, – se me lo permette questo compiuto sovrano -. E all’udir ciò, il re, cui una certa eccitazione impediva di prender sonno, annuì, lieto di poter ascoltare una storia.
Nella prima notte Sharazàd raccontò: – Ho udito narrare, o re felice, che c’era una volta un mercante, ricco in danaro e in affari, il quale montò un giorno a cavallo ed uscì dirigendosi verso un altro paese…”
Le mille e una notte
 “Ma poi prosegui e ti accorgi che il libro si fa leggere comunque, indipendentemente da quel che t’aspettavi dall’autore, è il libro in sé che t’incuriosisce, anzi a pensarci bene preferisci che sia così, trovarti di fronte a qualcosa che ancora non sai bene cos’è.
Il romanzo comincia in una stazione ferroviaria, sbuffa una locomotiva, uno sfiatare di stantuffo copre l’apertura del capitolo, una nuvola di fumo nasconde parte del primo capoverso. Nell’odore della stazione passa una ventata d’odore di buffet delle stazione…”
Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore. 

 

L’incipit

Incipit (Inizio). Non esiste una tipologia delimitata di incipit o inizio della narrazione. Le varianti sono moltissime. [3] Alcuni tra i più frequenti incipit sono:
  • Incipit con introduzione: con la presentazione di personaggi, tempi e/o luoghi della vicenda.
Quel ramo del lago di Como….                         Manzoni, I promessi sposi
 “C’era una volta un uomo che aveva tre figli: due erano molto capaci e intelligenti, invece il terzo era disprezzato, deriso e sempre trascurato perché lo credevano sciocco. Infatti tutti avevano cominciato a chiamarlo Grullo”.
Andersen L’oca d’oro
  • Incipit in medias res: la narrazione avviene a vicenda in corso, in mezzo ai fatti, e successivamente il narratore racconta avvenimenti precedenti.
 “Sciorinarono dal campanile un fazzoletto a tre colori, suonarono le campane a stormo, e cominciarono a gridare in piazza: – Viva la libertà! –“
Come il mare in tempesta. La folla spumeggiava e ondeggiava davanti al casino dei galantuomini, davanti al Municipio, sugli scalini della chiesa: un mare di berrette bianche; le scuri e le falci che luccicavano. Poi irruppe in una stradicciuola.”
Giovanni Verga, Libertà. 
  • Inizio dal finale: la narrazione può essere costituita da un lungo flashback. Il narratore narra vicende già accadute o rivela particolari sconosciuti e/o inaspettati, man mano che la narrazione procede, fino alla rivelazione finale, con effetto sorpresa, come generalmente accade nei racconti o romanzi gialli.
Non riesco a ricordare, per quanto frughi entro la mia anima come, quando, e dove precisamente io abbia conosciuto per la prima volta Ligeia.  Da allora molti anni sono trascorsi, e la mia memoria si e’ affievolita attraverso un lungo soffrire. O forse io non so rammentare ORA questi  particolari, perché in verità il carattere della mia adorata, il suo raro sapere, la sua bellezza singolare e cosi’ calma al tempo stesso, l’eloquenza eccitante, inebriante della sua sommessa voce musicale,  s’insinuarono nel mio cuore per gradi cosi’ furtivamente e al tempo stesso cosi’ inesorabilmente progressivi che forse io mai li avvertii e li compresi del tutto.”
Poe, Ligeia
“Una delle poche cose, anzi forse la sola ch’io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de’ miei amici o conoscenti dimostrava d’aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudevo gli occhi e gli rispondevo:
– Io mi chiamo Mattia Pascal.
– Grazie, caro. Questo lo so.
– E ti par poco?
Non pareva molto, per dir la verità, neanche a me. Ma ignoravo allora che cosa volesse dire il non sapere neppur questo, il non poter più rispondere, cioè, come prima, all’occorrenza:
– Io mi chiamo Mattia Pascal.”                                                                    
Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal.

 

Esordio, peripezie, Spannung, scioglimento

  • Esordio. l’avvenimento che modifica la situazione iniziale e mette in moto la vicenda. Introduce o fa precipitare elementi di “turbamento dell’equilibrio” iniziale [4].
 “E un giorno ella morì. Come? Non so, non so più. In una sera di pioggia…”                                    Maupassant, La morta.
  • Peripezie. Sono le vicende, in genere gli ostacoli, che il protagonista deve affrontare, che determinano un peggioramento o un miglioramento della sua situazione.
Nei Promessi sposi i due protagonisti, separati forzatamente, vivono una serie di dolorose avventure prima di potersi ricongiungere. Nella fiaba di Amore e Psiche, la protagonista è costretta a superare numerose e pericolosissime prove, l’ultima delle quali le sarebbe fatale senza l’intervento di Amore.
  • Spannung. È il momento di massima tensione della narrazione, in cui l’attesa del lettore giunge al culmine.
 “Ma il battito cresceva, cresceva! Mi parve che il cuore dovesse scoppiare. Ed ecco che una nuova angoscia mi strinse: il rumore sarebbe stato inteso da qualche vicino! L’ora del vecchio era giunta! Con un urlo insano feci scattare lo schermo della lanterna e balzai nella stanza. Egli gridò una sola volta, una volta soltanto.
Immediatamente lo buttai a terra e gli gettai addosso il letto pesante.”                        
E. A. Poe, Il cuore rivelatore
  • Scioglimento. È il momento conclusivo della narrazione, in cui la vicenda narrata giunge a termine.
In quanto a me, io ho aspettato quasi ventiquattro anni, accampato fuori delle mura. Ma la porta non si è aperta. E adesso me ne torno al mio paese. I pellegrini dell’attendamento, vedendo i miei preparativi, scuotono il capo: «Eh, amico, quanta furia! – dicono. – Un minimo di pazienza, diamine! Tu pretendi troppo dalla vita».                       
Dino Buzzati, Le mura di Anagoor

 

 


[1] Vedi Alcune forme di storie possibili, in Ricettario di scrittura creativa, di Stefano Brugnolo e Giulio Mozzi, Zanichelli.
[2] In Ricettario cfr.
[3] Una delle più ampie raccolte di incipit letterari è “Era una notte buia e tempestosa…” di Giacomo Papi e Federica Presutto, edita da Baldini&Castoldi.
[4] Esso può coincidere con l’inizio della narrazione, nel caso di incipit in medias res, come nell’esempio sopra citato.

 

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