Leopardi, L’infinito.

friedrichLeopardi, L’infinito.

Questa lirica, della primavera-autunno del 1819, appartiene alla serie degli Idilli, che per Leopardi esprimono “situazioni, affezioni, avventure storiche del mio animo”, componimenti che vogliono esprimere emozioni, sentimenti e pensieri di carattere intimo.

Sempre caro mi fu quest’ermo [1] colle,

E questa siepe, che da tanta parte

Dell’ultimo orizzonte il guardo [2] esclude.

Ma sedendo e mirando, interminati [3]

Spazi di là da quella, e sovrumani

Silenzi, e profondissima quiete

Io nel pensier mi fingo [4]; ove per poco

il cor non si spaura [5]. E  come [6] il vento

Odo stormir tra queste piante, io quello

Infinito silenzio a questa voce

Vo comparando [7]: e mi sovvien l’eterno [8],

E le morte stagioni [9], e la presente

E viva, e il suon di lei. Così tra questa

Immensità s’annega il pensier mio:

E il naufragar m’è dolce in questo mare.

Analisi del testo

Questa poesia, della primavera-autunno del 1819, appartiene alla serie degli Idilli, che per Leopardi esprimono “situazioni, affezioni, avventure storiche del mio animo”, componimenti cioè di carattere intimo, che esprimono lo stato d’animo del poeta.

taborIl poeta è seduto dinanzi a una siepe che gli impedisce di vedere l’orizzonte; egli immagina (si finge) al di là della siepe interminati/spazi, sovrumani/silenzi e profondissima quiete, finché è richiamato al presente dallo stormire delle fronde mosse dal vento. Il raffronto tra l’infinito silenzio immaginato e il tenue fruscio delle foglie, lo induce a evocare l’idea di eternità del tempo e il silenzio delle “morte stagioni”, al cui confronto ben poca cosa è il “suon” dell’età presente. Il poeta conclude sottolineando la dolcezza, pur unita a un iniziale timore, di questo smarrirsi nel mare dell’infinito (“il naufragar m’è dolce”).

Il naufragar di Leopardi non va inteso come un abbandonarsi irrazionale al sogno e all’immaginazione. Quest’ultima è anzi come un consapevole e razionale abbandonarsi che suscita piacere, un piacere, appunto, essenzialmente mentale. Il poeta costruisce consapevolmente una situazione di contrasto tra limitato e illimitato e poi paragona il presente al passato e all’eterno.

Il rapporto finito/infinito, nella duplice dimensione spaziale e temporale, si regge su calibrate simmetrie e sull’uso consapevole dell’enjambement, che infrange la struttura metrica dell’endecasillabo, creando misure ritmiche e melodiche libere e variate, che seguono i moti dell’animo e creano una musicalità nuova e libera. Questo procedimento costituisce un equivalente formale del rapporto finito/infinito: finita è la struttura metrica dell’endecasillabo, che però viene costantemente violata quasi a ricreare il moto immaginativo.

La scelta lessicale comprende termini indefiniti e vaghi come caro, ermo, ultimo, profondissima, eterno, annegare, naufragare, dolce, ma soprattutto termini come interminati, sovrumani, infinito, immensità. Rilevante la contrapposizione tra i pronomi dimostrativi questo e quello, che indicano rispettivamente vicinanza e lontananza sia a livello spaziale che temporale.

Analisi del testo.

  1. Dopo aver letto la poesia, associa le immagini che di essa ricordi ad altre immagini, liberamente.
  2. I primi undici versi sono costruiti su una contrapposizione simmetrica che si evidenzia anche per l’uso dei pronomi dimostrativi (questo – quello). Spiega di quale contrapposizione si tratta.
  3. L’animo del poeta si spaventa, prova un senso di smarrimento di fronte all’infinito. Lo smarrimento ritorna nella conclusione (naufragar) ma è dolce. Prova a spiegare le ragioni di questa ambivalenza
  4. Il rapporto finito/infinito trova riscontro nell’uso degli enjambement. Individuali nel testo e spiega la ragione del loro uso.
  5. Anche il lessico comprende molti termini ricollegabili all’idea di infinito, sia per il loro significato sia per il numero di sillabe che li compongono. Individua quelli che ti sembrano più significativi e spiega perché.
  6. Il lessico presenta forme arcaiche. Individua i termini di uso non comune, con l’aiuto delle note e del dizionario;  poi svolgi la parafrasi del testo.


[1]                 Ermo: solitario.

[2]                 Guardo: sguardo, vista.

[3]                 Interminati: infiniti

[4]                 Mi fingo: immagino.

[5]                 spaura: spaventa.

[6]                 E come: e quando

[7]                 Comparando: paragonando.

[8]                 Mi sovvien l’eterno: mi viene alla mente l’idea dell’eternità

[9]                 Le morte stagioni: le epoche passate

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