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LetteraTurestorie

di Giorgio Baruzzi

Michail Bulgakov, Il Maestro e Margherita

Io sono una parte di quella forza che eternamente vuole il Male ed eternamente opera il Bene.

 >> Non parlare mai con sconosciuti

 >> La magia nera e il suo smascheramento

>> Il volo di Margherita

Il Maestro e Margherita (Мастер и Маргарита) è un romanzo russo di Michail Bulgakov, riscritto più volte tra il 1928 e il 1940 e pubblicato, post-mortem, a cavallo tra il 1966 e il 1967.
Riassumere le vicende de Il Maestro e Margherita è opera ardua, quasi impossibile e forse inutile. Romanzo aperto a molteplici, personali interpretazioni, multiforme e spumeggiante, ricco di umorismo e di colpi di scena, Il Maestro e Margherita si sviluppa lungo tre grandi linee narrative:
  1. La Mosca degli anni Trenta, dove giungono Woland/Satana e i suoi collaboratori che la mettono a soqquadro.
  2. Il “romanzo di Pilato”, con il processo e l’esecuzione di Gesù.
  3. La vicenda d’amore tra il Maestro e Margherita

 

La storia o quasi

Nella Mosca degli anni Trenta, giunge Satana nei panni di Woland, un misterioso professore straniero esperto di magia nera, attorniato dai suoi perfidi e buffi collaboratori: Korov’ev, soprannominato Fagotto, un ex-maestro di cappella sempre vestito con abiti grotteschi, il gatto Behemot, il sicario Azazello, il pallido Abadonna, con il suo sguardo mortale, e la strega Hella. È a Mosca infatti che si svolgerà l’annuale, consueto, Ballo di Satana. Woland/Satana prende casa su via Sadovaja, mentre cerca una regina del Sabba, senza cui il ballo non può aver luogo. 
L’inizio del romanzo si svolge agli stagni Patriaršie di Mosca dove un sedicente consulente straniero esperto di magia nera (Woland) si intromette in una discussione tra il presidente della MASSOLIT, Michail Aleksandrovic Berlioz e il giovane poeta Ivan Nikolaevič Ponyrëv, sull’esistenza di Dio e la storicità di Gesù. Woland cerca di convincere i suoi atei interlocutori che Gesù è esistito davvero, affermando di avere assistito di persona al suo incontro con Ponzio Pilato e al suo processo a Gerusalemme, di essere stato anche ospite a colazione da Kant, e dicendo persino di sapere come e quando morirà Berlioz. 
Woland rievoca gli avvenimenti accaduti a Gerusalemme, relativi al processo e alla condanna di Jeshua Ha-Nozri (Gesù) al tempo del procuratore romano Ponzio Pilato. In seguito questo filone narrativo prosegue, intrecciandosi a quello principale, attraverso le pagine del perduto romanzo del “Maestro”, che raccontano ciò che accadde a Pilato nei giorni successivi alla morte di Ha-Nozri.
Ritenendo di essersi imbattuto in un folle, o peggio in una spia straniera, Berlioz si allontana per chiedere aiuto, ma giunto al cancello del parco scivola e finisce sotto un tram che gli trancia la testa, come profetizzato da Woland. Ivan, sconvolto e disperato, tenta di far catturare Woland e la sua banda, informando tutti dei loro malefici poteri, ma sarà invece internato in manicomio. Nella sua stanza dell’ospedale psichiatrico Ivan riceve la visita di un altro paziente, lo scrittore (il Maestro) di un romanzo su Ponzio Pilato, respinto e dileggiato dai critici letterari. Il Maestro racconta della sua appassionata storia d’amore con una donna sposata, della stesura del romanzo, delle stroncature della critica, degli incubi notturni e della decisione di dare alle fiamme la propria opera. Ascoltato quel che è capitato a Ivan, il Maestro gli svela che il professor Woland altri non è che Satana.
Nel frattempo Woland e la sua banda prendono possesso con l’inganno dell’appartamento di Berlioz, mentre l’altro inquilino della casa, Stepan Bogdanovič Lichodeev, il direttore del Teatro Varietà di Mosca, dopo aver scritturato Woland per uno spettacolo di magia nera viene spedito con un incantesimo di Azazello a Jalta sul Mar Nero. Il seguente spettacolo di magia nera al Teatro Varietà è un avvenimento sconvolgente che mette a nudo la vanità, l’avidità e l’egoismo dei cittadini di Mosca.
Nella seconda parte del romanzo appare Margherita Nikolaevna, l’amante che il Maestro ha abbandonato dopo una relazione segreta durata mesi. La bella e infelice donna, pur ignorandone la sorte, non ha rinunciato a ritrovare il suo amante. Il mattino successivo agli eventi del Teatro Varietà, Margherita si ridesta dopo un insolito sogno che le fa credere che presto rivedrà il suo amato. Nei pressi del Cremlino, mentre vede passare il corteo funebre di Berlioz, viene avvicinata da un bizzarro sconosciuto, Azazello, che le propone di recarsi la sera stessa a casa di uno straniero, dove potrà sapere qualcosa del suo amato Maestro. 
Margherita accetta e la sera, come indicato da Azazello, si spalma sul viso e su tutto il corpo un unguento che lui le ha dato, che in un attimo la fa diventare più bella, molto più giovane e piena di energia vitale. Spicca poi il volo a cavallo di uno spazzolone, come una strega, e dopo aver viaggiato sopra le strade e i tetti di Mosca, giunge alla fine a destinazione, presso l’appartamento occupato da Woland, non senza prima aver distrutto l’abitazione del critico Latunski, principale responsabile della sfortuna del Maestro.
Margherita accetta la proposta di Korov’ev di essere la “regina” del gran ballo del plenilunio di primavera, o “ballo dei cento re” e accoglie una moltitudine di personaggi malvagi e oscuri. La giovane supera questa straordinaria prova senza cedere, così Satana esaudisce il suo desiderio di ritrovare il Maestro, che appare nella stanza e riceve il manoscritto del romanzo, ritornato integro. […] segue…

 

Una molteplicità di personaggi

Nel romanzo ci sono oltre un centinaio di personaggi. Tra di essi, i già citati Woland, Korov’ev/Fagotto, Behemot, Azazello,  Abadonna ed Hella, Margherita e il Maestro. Vi sono inoltre Ivan Bezdomnyj (Ivan Senzacasa), giovane poeta, Michail Aleksandrovic Berlioz, presidente del MASSOLIT, Levi Matteo, presente al momento della crocifissione di Cristo, Ponzio Pilato e tanti altri. 

 

Satira e grottesco

Il Maestro e Margherita offre ai lettori una caricatura del regime stalinista. Il romanzo è una vera miniera di invenzioni, colpi di scena, situazioni comiche e grottesche e riferimenti al folklore russo. Woland svela la cattiveria degli uomini e fustiga i costumi della Mosca degli anni Trenta. Egli in particolare giudica, punisce e sbeffeggia molti rappresentanti del potere, giudicandoli uomini avidi, privi di morale e di senso della giustizia. È la parte del romanzo dove predominano la satira, il grottesco e una straordinaria capacità immaginifica, in cui vi sono cappelli che si trasformano in gatti, teste tagliate e restituite, vestiti e biancheria eleganti donati magicamente alle dame dell’alta società, che all’improvviso svaniscono lasciandole nude per strada, soldi che diventano carta straccia o si trasformano in valuta straniera.

 

Margherita e il Maestro

“Seguimi, lettore! Chi ti ha detto che non c’è al mondo un amore vero, fedele, eterno? Gli taglino la lingua malefica, a quel bugiardo. Seguimi, lettor mio, segui me solo, e io ti mostrerò un simile amore!”. Questo è l’incipit della seconda parte del romanzo, in cui compare per la prima volta il personaggio di Margherita Nikolaevna, l’amante che il Maestro ha abbandonato dopo una relazione segreta durata mesi. La bella e infelice donna, pur ignorando la sorte del suo amante, non ha rinunciato a ritrovarlo. Pur di poterlo riabbracciare accetta di recarsi da Woland, mettendo in gioco la propria stessa vita. Lei è la vera eroina, che trasformatasi in strega e in regina del gran ballo di Satana, riesce a superare la prova e a meritare di incontrare l’amato. 

 

Luce e ombra/bene e male

Uno dei temi del romanzo è quello del rapporto tra bene e male, che riecheggia il Faust di Goethe, che forse il principale punto di riferimento di Bulgakov, tanto che l’epigrafe iniziale del romanzo, è una citazione dei versi del Faust in cui Mefistofele dice:
Io sono una parte di quella forza che eternamente vuole il Male ed eternamente opera il Bene.
Nel capitolo ventinovesimo del romanzo, Satana dice a Levi Matteo: 
Hai pronunciato le tue parole come se tu non riconoscessi l’esistenza delle ombre, e neppure del male. Non vorresti avere la bontà di riflettere sulla questione: che cosa farebbe il tuo bene, se non esistesse il male? E come apparirebbe la terra, se ne sparissero le ombre? Le ombre provengono dagli uomini e dalle cose. Ecco l’ombra della mia spada. Ma ci sono le ombre degli alberi e degli esseri viventi. Vuoi forse scorticare tutto il globo terrestre, portandogli via tutti gli alberi e tutto quanto c’è di vivo per il tuo capriccio di goderti la luce nuda? Sei sciocco.”. 

 

Pilato, il potere, il perdono

Pilato rappresenta il potere, incapace di comprendere il messaggio di Ha-Nozri (Gesù), che però intuisce e che lo mette in crisi, così come sembra indicare il tremendo mal di testa che lo tormenta e che poi incredibilmente scompare. Ha-Nozri, il Nazareno, predica la bontà universale, consapevole della portata politica della sua predicazione. Ammette di aver detto a Giuda di Kiriat che “ogni potere è violenza sull’uomo, e … verrà un tempo in cui non vi saranno né potere, né cesari, né qualsiasi altra autorità. L’uomo giungerà al regno della verità e della giustizia, dove non occorrerà alcun potere”.
Pilato sembra comprendere la portata del messaggio di pace dell’arrestato, ma lo considera illusorio e ha paura delle sue conseguenze, perciò reagisce con violenza, urlando: “non verrà mai il regno della verità!”.  Ritiene di non poter lasciare libero un uomo che ha detto le cose che Cristo ha detto sul potere, ritiene di non poter fare altro che condannarlo, anche se poi conta che potrà essere liberato, in onore della festività pasquale, ma il gran sacerdote Caifa gli comunica la decisione di liberare Bar-Raban. L’animo di Pilato sarà perennemente in pena per aver lasciato giustiziare un innocente. Quando c’è la luna piena l’insonnia lo tormenta e quando dorme vede sempre una strada lunare, lungo la quale vorrebbe parlare con l’arrestato Ha-Nozri. Finché, alla fine, sarà perdonato, e in tal modo si concluderà il romanzo del Maestro. Il Maestro guarda Pilato, lo perdona e lo giustifica (“Sei libero, sei libero! Egli ti attende”).
 

La pace ma non la luce

Attraverso la vicenda del Maestro, Bulgakov allude alla condizione dello scrittore ai margini della società letteraria sovietica. Il Maestro è un uomo sofferente, pieno di angosce e insicurezze, è un debole che ha capito di aver scritto qualcosa che va contro i dettami del regime, che pur credendo nel valore salvifico della sua opera non ha il coraggio di difenderla fino in fondo e la brucia, sperando di salvarsi. Per questo, forse, a lui e a Margherita è concessa “la pace ma non la luce”.

 

Le numerose stesure del romanzo

Michail Bulgakov iniziò la stesura del romanzo nel 1928 e fino al 1940, anno della morte dell’autore, si contano numerose riscritture de Il Maestro e Margherita. La prima versione dell’opera fu bruciata dall’autore in una stufa, dopo aver appreso che sarebbe stato colpito da censura. Solo dalla terza versione comparvero i personaggi che danno il titolo al libro, ovvero il Maestro e la sua amata Margherita. Infatti, il nucleo originario del romanzo prevedeva soltanto la discesa a Mosca di Satana (Woland) e un abbozzo del racconto della “vera” storia di Ponzio Pilato, fatto da Woland stesso. Il romanzo doveva intitolarsi Il consulente con gli zoccoli o, in alternativa, Il mago nero. Bulgakov non vide mai il suo capolavoro pubblicato e fino al 1961 la censura sovietica non autorizzò la pubblicazione di nessuna opera dello scrittore. 
Il Maestro e Margherita fu pubblicato tra il 1966 e il 1967 in Germania, dove la rivista in lingua russa Moskva ne pubblicò una versione censurata. In Russia il romanzo arrivò nel 1973, sempre in una versione ritenuta non definitiva. La versione completa del romanzo è stata pubblicata solo nel 1989.
Eugenio Montale definì il romanzo «un miracolo che ognuno deve salutare con commozione».

 

https://www.masterandmargarita.eu/en/index.html 

https://www.masterandmargarita.eu/en/06links/essaysmm.html 

https://www.masterandmargarita.eu/estore/pdf/csru006_morgan.pdf 

https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&v=k8xtxA7EBVw&feature=emb_title 

 

 

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