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LetteraTurestorie

di Giorgio Baruzzi

Tecniche narrative

 

Narratore nascosto e narratore palese.

  • La narrazione, quando il narratore è nascosto, è mimetica (mìmesis = imitazione), e le parole dei personaggi sono riprodotte mediante le battute dei dialoghi.
  • La narrazione, quando il narratore è palese, è diegetica (diégesis = narrazione), e la voce narrante racconta i fatti senza dialoghi e riporta i discorsi in forma indiretta.
 

Discorsi e pensieri dei personaggi

Alcune delle tecniche con cui sono riferiti discorsi e pensieri dei personaggi sono le seguenti:
  • Discorso diretto: il narratore riporta direttamente le parole dei personaggi, fra virgolette o lineette, in genere introducendoli con i verbi del dire e del pensare.
<<Gran bel tempo>> disse la grossa signora a uno dei canottieri. Voleva mostrarsi gentile per gratitudine del posto ceduto.
<<Davvero, signora>> rispose quello; <<venite spesso in campagna?>>
<<Solo una volta o due all’anno per prendere un po’ d’aria; e voi?>>
<<Io vengo a dormire qui tutte le sere>>
<<Ah, dev’ essere molto piacevole, vero?>>
<<Certo, signora>>
 Maupassant, La scampagnata
 
In questo passo, tratto da “Il cavaliere inesistente” sono assenti i verbi dichiarativi, e il  dialogo risulta più immediato (discorso diretto libero). 
– Appena arrivato, questo qui, senti già cosa viene a tirar fuori! Ma cosa ne sai tu della sovrintendenza?
– Me l’ha detto quel cavaliere, come si chiama, quello con l’armatura tutta bianca…
– Uff! Ci mancava anche lui! Figuriamoci se quello non ficca dappertutto il naso che non ha!
– Come? Non ha naso?
– Visto che a lui la rogna certo non gli viene, – disse l’altro dei due dietro al tavolo, – non trova di meglio che grattare le rogne agli altri.
– Perché non gli viene la rogna?
– E in che posto vuoi che gli venga se non ci ha nessun posto? Quello è un cavaliere che non c’è..
– Ma come non c’è? L’ho visto io! C’era!
– Cos’hai visto? Ferraglia… È uno che c’è senza esserci, capisci, pivello?
Calvino, Il cavaliere inesistente
 

 

  • Discorso indiretto: il narratore riporta in forma indiretta, introducendoli con verbi dichiarativi, i pensieri e le parole dei personaggi.
“Ei diceva che la razione di busse non gliel’aveva levata mai il padrone, ma le busse non costavano nulla”
Verga, Rosso Malpelo

 

  • Discorso indiretto libero: parole e pensieri dei personaggi sono riportate senza l’uso di verbi dichiarativi e senza virgolette, con il filtro del narratore.
Comare Grazia Piedipapera, sentendo che nella strada c’era conversazione, si affacciò anch’essa sull’uscio, col grembiule gonfio delle fave che stava sgusciando, e se la pigliava coi topi che le avevano bucherellato il sacco come un colabrodo, e (diceva che) pareva che l’avessero fatto apposta, come se ci avessero il giudizio dei cristiani; così il discorso si fece generale, perché (dicevano che) alla Maruzza gliene avevano fatto tanto del danno, quelle bestie scomunicate! La cugina Anna (diceva che) ne aveva la casa piena, da che gli era morto il gatto, una bestia che valeva tant’oro, ed era morto di una pedata di compare Tino. – (dicevano che) I gatti grigi sono i migliori, per acchiappare i topi, e andrebbero a scovarli in una cruna di ago. – (dicevano che) Ai gatti non conveniva aprire l’uscio di notte, perché una vecchia di Aci Sant’Antonio l’avevano ammazzata così, che i ladri le avevano rubato il gatto tre giorni avanti, e poi glielo avevano riportato mezzo morto di fame a miagolare dietro l’uscio; e la povera donna non sentendosi il cuore di lasciar la bestiola sulla strada a quell’ora, aveva aperto l’uscio, e così s’era ficcati i ladri in casa.                                                                                                                    
Verga, I Malavoglia (cap. II)
 
  • Monologo interiore: riporta in forma disordinata i pensieri e le riflessioni del personaggio, senza la mediazione del narratore.
“Un puntolino, un cane vivo, ingrandiva a vista d’occhio attraverso la distesa di sabbia. Signore, mi si avventerà contro? Rispetta la sua libertà. Non sarai padrone degli altri o loro schiavo. Ho il bastone. Rimani seduto. Più lontano, in cammino verso la spiaggia dalla marea crestata, figure, due. Le due marie. L’hanno rimboccato al sicuro fra i giunchi, Cucù. Ti vedo. No, il cane. Ritorna di corsa verso di loro. Chi?”
Joyce, Ulisse 

 

  • Flusso di coscienza: riporta in forma disordinata e casuale pensieri, emozioni e sensazioni dei personaggi, dando voce all’inconscio, senza uso della punteggiatura e senza rispetto della sintassi. Si può considerare una forma accentuata del precedente.
“Sì perché prima non ho fatto mai una cosa del genere chiedere la colazione a letto con due uova da quando eravamo all’albergo City Armsa quando faceva finta di star male con la voce da sofferente e faceva il pascià per rendersi interessante con Mrs Riordan vecchia befana e lui credeva d’essere nelle sue grazie e lei non ci lasciò un baiocco tette messe per sé e per l’anima sua spilorcia maledetta aveva paura di tirar fuori quattro soldi per lo spirito da ardere mi raccontava di tutti i suoi mali aveva la mania di far sempre i soliti discorsi di politica e i terremoti e la fine del mondo divertiamoci prima Dio ci scampi e liberi tutti se tutte le donne fossero come lei a sputar fuoco contro i costumi da bagno…”
J. Joyce, Ulisse

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