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LetteraTurestorie

di Giorgio Baruzzi

Giuseppe Ungaretti, Veglia

Cima Quattro il 23 dicembre 1915
 
Tema fondamentale dell’Allegria (la raccolta cui appartiene Veglia) è quello della guerra (la I guerra mondiale), cui il poeta partecipò in prima persona. I versi di Ungaretti scoprono nella guerra la solitudine e la fragilità della sorte umana, che proprio nel momento della sofferenza fanno emergere il senso di fratellanza e di solidarietà che istintivamente legano ciascun uomo. Questa poesia è tra le più significative della raccolta e ne condensa il significato: la vicinanza alla morte e al dolore rende tanto più forte l’attaccamento alla vita. Il poeta, che passa la notte vicino a un compagno massacrato, scrive lettere piene d’amore. 

 

Un’intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata[1]
volta al plenilunio[2]
con la congestione[3]
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d’amore
 
Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita
Ungaretti, L’Allegria, in Vita di un uomo. Tutte le poesie, Mondadori, Milano, 1972
 

[1] Digrignata: da digrignare, ovvero far stridere i denti
[2] Plenilunio: luna piena
[3] Congestione: a causa della morte e del’arresto della circolazione del sangue, gli organi interessati si presentano aumentati di volume ed assumono un colorito rosso bluastro scuro
 

Analisi del testo.

Per un’intera notte il poeta scrive lettere piene d’amore, mentre si trova a vegliare un compagno morto, con il viso sfigurato dal dolore, con la bocca contratta in un ghigno di sofferenza, illuminato grottescamente dalla luna piena, con il gonfiore delle mani irrigidite nella morte penetrato nel suo silenzio. Non è mai stato tanto legato alla vita.
La poesia si suddivide in due strofe: nella prima viene descritta la situazione vissuta dal poeta, caratterizzata dall’apparente contrasto tra l’immagine tragica del compagno straziato dalla morte e quella del poeta che scrive lettere “piene d’amore”; la seconda, breve strofa, spiega lo stato d’animo del poeta, che per tutta la notte, mentre vegliava il compagno morto, ha continuato a scrivere, spinto da un attaccamento alla vita accentuato proprio da quella tragica condizione.
La reazione del poeta è una ribellione disperata al destino di morte, un prorompente sentimento di attaccamento alla vita. L’amore per la vita nasce proprio dalla vista della morte e della sua forza negatrice. Nella prima strofa la drammaticità della morte è rappresentata in termini espressionistici, con le immagini delle labbra ritratte in modo da mostrare i denti in una sorta di smorfia feroce, con il gonfiore violaceo delle mani, immagini sconvolgenti, penetrate nell’animo del poeta.
Numerosi i participi passati, in posizione isolata nel verso, che in modo ripetuto e martellante costituiscono la struttura sintattica del testo (buttato, massacrato, digrignata, penetrata) e che culminano nell’indicativo ho scritto, su cui tutta la frase si regge.
Gli “a capo” costringono ad una lettura scandita, frammentata, che evidenzia le parole, isolate in versi brevissimi che impongono forti pause, che fanno loro assumere un forte valore di intensa drammaticità, accentuata dall’asprezza delle consonanti s t c g r s unite in prevalenza alla vocale a, che sembra dilatare in modo devastante la sofferenza. Diametralmente opposta invece, nella seconda strofa, la funzione della a e della t, che accentuano invece, per rima e assonanza, l’attaccamento alla vita.

 

 

Esercizi di analisi del testo

 

  1. Le prima strofa è costruita su un contrasto, di cui la seconda strofa fornisce la spiegazione. Rispondi
    • Il poeta si trova vicino a un compagno morto mentre scriveva lettere d’amore e di vita
    • Il poeta scrive una lettera per conto del compagno ferito, che resta in silenzio
    • Il poeta scrive lettere d’amore, perché la morte accentua il suo attaccamento alla vita
    • Il poeta descrive il suo attaccamento alla vita in una lunga lettera d’amore alla sua donna
  2. Quale ruolo ha il riferimento al plenilunio (v. 7)?
    • Si tratta di un elemento di speranza e di vita per i soldati
    • È in evidente, stridente contrasto con la drammaticità della morte
    • È un implicito riferimento alla stagione e al luogo in cui si svolge la scena
    • È il simbolo dell’amore che il poeta prova, nonostante tutto
  3. Le parole massacrato…digrignata…penetrata sono importanti anche dal punto di vista fonetico. In particolare:
    • le consonanti aspre s t c g r unite alla vocale a, che sembra dilatare in modo devastante la sofferenza
    • le consonanti m n t unite alle vocale a e, che addolciscono la crudezza della morte e della sofferenza
    • le sillabe finali ato – ata – ata che rimano tra di loro, danno un significato simile alle tre parole e musicalità al testo
    • le vocali a e o unite alla consonante t, tutte toniche, che rendono veloce il ritmo della poesia, accrescendone la drammaticità
  4. Quale figura retorica nell’espressione “congestione…penetrata nel mio silenzio”?
    • Sinestesia
    • Metafora
    • Sineddoche
    • climax
  5. Nell’ultima strofa vi sono vocali e consonanti che si ripetono più volte: trascrivi sotto le parole in cui accade e indica quale effetto questa ripetizione di suoni produce.
  6. Quali effetti producono sul piano ritmico e semantico (del significato) i frequenti a capo?
  7. Parafrasa il testo della poesia aiutandoti con lo schema
Per un’intera nottata ho ______________________ mentre ___________________ a un compagno ___________________, con la
bocca contratta e i denti _________________ volta verso _______________________ con la congestione
______________________________ che era penetrata _____________________. Non
_______________________________________ come quella notte.

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