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di Giorgio Baruzzi

Robert Louis Stevenson, Lo strano caso del Dottor Jekyll e di Mr Hyde

 
Lo strano caso del dr. Jekyll e mr. Hyde (The Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde, 1886), romanzo dello scrittore edimburghese Robert Louis Stevenson, è uno dei più grandi classici della letteratura fantastica di tutti i tempi.
Racconto lungo (60-70 pagine, secondo le edizioni) più che romanzo, scritto da Stevenson in 3 giorni dopo una notte d’incubo, ma pubblicato in una seconda e più meditata versione (forse purgata). 
Trama. Henry Jekyll è un brillante medico che nel corso dei suoi studi sulla psiche umana riesce, mescolando particolari droghe, a mettere a punto una pozione che può separare le due nature dell’animo umano, quella buona e quella malvagia. La sua personalità diventa così scissa in due metà speculari che, alternativamente, bevendo la pozione o l’antidoto, prendono possesso del suo corpo, trasformandone anche l’aspetto. Mentre il dr Jekyll è un uomo stimato e rispettato, all’interno della moralissima società vittoriana, sia per il suo lavoro sia per la sua condotta morale, il suo alter ego Edward Hyde (che significa “nascosto”, in inglese), è un essere ripugnante, malvagio e crudele, basso di statura ma agile e forte, che si dedica ad ogni sorta di crimini. Egli è “il male allo stato puro”, come appare evidente dai pensieri dell’avvocato Utterson dopo l’inquietante incontro con lui.
Il dr. Jekyll non riesce a sottrarsi al desiderio di vivere di Hyde, che prende sempre più il sopravvento. Ormai preda di Hyde, egli trova la forza di uccidersi, per eliminare il suo malvagio alter ego e per evitare la cattura da parte della polizia.
La vicenda è raccontata in terza persona attraverso gli occhi di Mr. Utterson, un avvocato amico di Henry Jekyll che viene sempre più coinvolto nello “strano caso”. La sua lenta scoperta della verità, alla quale egli infine perverrà troppo tardi, si palesa negli ultimi due capitoli conclusivi narrati in prima persona, in una lettere scritta ad Utterson dal dottor Lanyon e soprattutto nella lettera-confessione scritta dal Dr. Jekyll stesso prima di togliersi la vita.
Come il contemporaneo Oscar Wilde, anche Stevenson appare affascinato dall’analisi del male e delle ambiguità dell’animo umano. Nel racconto viene evidenziato il naturale sdoppiamento presente in ogni essere umano, la scissione del Bene dal Male, lo sdoppiamento della stessa coscienza umana. Una sfida contro la natura, quella di Jekyll ma anche un peso troppo grande, che né la sua anima né il suo corpo, entrambi vittime di continui e incontrollabili mutamenti e trasformazioni riusciranno a sopportare.
vai a:

 

>>> La “nascita” di Hyde

>>> La morte di Jekyll-Hyde 

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