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LetteraTurestorie

di Giorgio Baruzzi

Lev Tolstoj, Anna Karénina

Il romanzo fu pubblicato a puntate sul Messaggero russo dal 1875 al 1877. L’edizione definitiva in volume uscì nel 1878. Esso è considerato una delle più alte espressioni del realismo russo ottocentesco.

La trama

Stepàn Arkad’ič Oblonskij, detto Stiva, un ufficiale civile, ha tradito la moglie, Dar’ja Aleksàndrovna, soprannominata Dolly. Anna Arkàd’evna Karènina, la sorella sposata di Stiva, viene chiamata da San Pietroburgo dal fratello, per persuadere Dolly a non lasciarlo. Anna raggiunge Mosca viaggiando in treno in compagnia della madre dell’ufficiale dell’esercito Aleksèj Kirìllovič Vrònskij, che va a prenderla alla stazione. Il giovane è immediatamente colpito dal fascino di Anna e inizia a corteggiarla. Durante il loro incontro si verifica un drammatico incidente: un uomo si suicida, gettandosi sotto il treno.
Nel frattempo, un amico di infanzia di Stiva, Kònstantin Dmitrič Levin, arriva a Mosca per chiedere la mano della sorella minore di Dolly, Ekaterina Aleksàndrovna Ščerbàckaja, detta Kitty. Il giovane, serio aristocratico, vive in una tenuta che gestisce lui stesso. Kitty rifiuta, aspettando una proposta di matrimonio da parte di Vrònskij. Quest’ultimo prova però un’insopprimibile attrazione per Anna che, turbata dalla propria reazione al suo evidente corteggiamento, decide di far presto ritorno a San Pietroburgo da suo marito Aleksèj Aleksàndrovič Karènin, un ufficiale governativo, e da suo figlio Serëža. Vronskij la segue a sua insaputa sullo stesso treno e il loro incontro mette in crisi l’equilibrio affettivo di Anna. Levin intanto ritorna al suo podere, abbandonando per il momento ogni speranza di matrimonio con Kitty, ma in seguito i due si sposeranno.
Anna e Vronskij divengono amanti e quando Vrònskij cade da cavallo durante una gara, l’angoscia provata da Anna rende palesi i suoi sentimenti al marito, per cui si vede costretta a confessargli la relazione. Anna Karénina è una donna apparentemente felice: è sposata, ha un figlio ed è la perla dell’alta società di Pietroburgo. Tuttavia il colpo di fulmine per il conte Vrònskij sconvolge la sua vita e la induce a scelte che infrangono le convenzioni sociali del suo tempo e la relegano nel ruolo dell’adultera, mentre il rapporto con Vrònskij si rivelerà sempre meno appagante.
Ossessionata dai rimorsi e dalla gelosia, Anna si suicida gettandosi sotto un treno. Parallelamente alla vicenda di Anna si dipana la felice storia d’amore di Kitty e Lévin, che riescono invece insieme a superare crisi e difficoltà.
I due amori Anna/Vronskij e Levin/Kitty sono i perni attorno ai quali è costruita la trama del romanzo: alla passione extraconiugale dei primi, che prosegue nonostante l’opposizione della società e le minacce del marito Karenin, Tolstoj contrappone l’amore puro, pazientemente perseguito dei secondi. Kitty e Levin, infatti, si sposano e conducono una vita serena.

Lev Nikolaevič Tolstoj

Nacque nel 1828 da nobile famiglia a Jasnaja Poljana, dove visse un’adolescenza disordinata e irrequieta. Iniziati gli studi universitari in legge non li portò a termine e, divenuto ufficiale nell’esercito, partecipò alla guerra nel Caucaso e in Crimea (1851-56). Fu questa la fonte d’ispirazione dei suoi primi racconti, che si scontrarono con l’opposizione governativa per la mancanza di ogni esaltazione patriottica e per la descrizione delle atrocità della guerra. Ritiratosi nella tenuta paterna, si sposò (1862) e si dedicò all’attività pedagogica a favore dei figli dei contadini locali fondando e dirigendo una scuola. Si dedicò alla stesura di Guerra e pace (1863-69), vasto affresco storico sullo sfondo delle guerre napoleoniche, cui si intrecciano le vicende di varie famiglie russe, e di Anna Karenina (1873-77), il secondo dei capolavori cui Tolstoj deve la propria fama.
La profonda crisi spirituale, di cui è testimonianza l’autobiografico Confessione (1879-80), si concluse con l’avvicinamento ad un nativo cristianesimo, lontano da quello delle istituzioni religiose e vicino alla semplicità e vitalità della religione del popolo. Ne derivarono i racconti La morte di Ivan Il‘ic (1887-89) e La sonata a Kreutzer (1889-90).
Oltre al travaglio interiore derivato dalla difficile applicazione delle sue rivoluzionarie idee di solidarietà sociale e di amore, Tolstoj dovette subire l’opposizione della famiglia, a partire dalla moglie, specialmente dopo la rinuncia ai diritti d’autore per le sue opere. Il suo impegno nell’assistenza al popolo fu mal visto dalle autorità religiose e politiche, tanto che la Chiesa ortodossa giunse al punto di scomunicarlo, a causa delle aspre critiche rivolte dallo scrittore al suo operato. Negli ultimi anni della sua vita Tolstoj cercò più volte di andarsene da casa. Nell’ultimo tentativo di fuga lo scrittore si ammalò di polmonite e morì il 28 ottobre 1910, alla stazione ferroviaria di Astapovo.

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