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Saba, Città vecchia.

Saba, Città vecchia.

LetteraTurestorie

di Giorgio Baruzzi

Umberto Saba, Città vecchia.

Trieste, la città del poeta, viene vista attraverso uno dei suoi vecchi quartieri popolari, frequentati da relitti umani, da marinai e prostitute. Qui, in questo mondo di umili e di peccatori, Saba ritrova l’essenza della vita, di una vita palpitante ma intrisa di dolore, che accomuna tutti gli uomini.

>>> Fabrizio de André, La città vecchia

 

Spesso, per ritornare alla mia casa

prendo un’oscura via di città vecchia.

Giallo in qualche pozzanghera si specchia

qualche fanale, e affollata è la strada.

 

Qui tra la gente che viene che va

dall’osteria alla casa al lupanare,

dove son merci ed uomini il detrito

di un grande porto di mare[1],

Io ritrovo, passando, l’infinito

nell’umiltà.

Qui prostituta e marinaio, il vecchio

che bestemmia, la femmina che bega[2],

il dragone che siede alla bottega

del friggitore[3],

la tumultuante giovane impazzita

d’amore,

sono tutte creature della vita

e del dolore;

s’agita in esse, come in me, il Signore.

 

Qui degli umili sento in compagnia

Il mio pensiero farsi

Più puro dove più turpe[4] è la via.

 

da “Trieste e una donna” (1910-1912)

 


[1] Dove…mare: qui dove gli uomini e le merci sono il detrito, i rifiuti, di un grande porto di mare.

[2] Bega: litiga.

[3] Friggitore: venditore di cibi fritti.

[4] Turpe: abietta, disonesta.

 

Analisi del testo

La lirica è tratta dalla raccolta di poesie “Con i miei occhi” che prenderà il titolo ” Trieste e una donna” per poi far parte del “Canzoniere”. Il testo è suddiviso in tre strofe: la prima è costituita di una quartina di endecasillabi con schema metrico ABBA; segue una strofa lunga di endecasillabi alternati da quinari e ternari. L’ultima strofa presenta due versi endecasillabi frammezzati da un settenario.

Prima strofa:

il poeta attraversa un oscuro quartiere di città vecchia, dove solo la luce di qualche fanale si riflette nelle pozzanghere e le strade sono affollate.

Seconda strofa:

in una realtà umile, degradata, fatta di osterie e di bordelli, dove gli uomini, come merci, sono il rifiuto del porto, il poeta ritrova il senso dell’infinito (l’infinito nell’umiltà); egli prosegue nella descrizione della vita del quartiere, soffermandosi su alcune figure: una prostituta, un marinaio, un vecchio che bestemmia, una femmina che litiga, il soldato che siede alla bottega del friggitore, la giovane ragazza impazzita d’amore; sono tutti esseri umani sofferenti, sono anch’essi creature di Dio.

Terza strofa:

in mezzo a questi umili esseri umani, proprio in questo ambiente che sembra così turpe e degradato, l’animo del poeta si sente più puro.

Il concetto chiave della poesia è costituito dalla convinzione che proprio dove la realtà umana è più umile, più sofferente, più avvilita, tanto più pura e autentica è, in realtà, la vita. Un secondo tema e quello della vita come inestricabilmente caratterizzata dal dolore. Anche questi umili sono creature di Dio, che soffrono di una sofferenza autentica, istintiva, non mediata dalla cultura. Il loro muoversi istintivo, in mezzo alle sofferenze della vita, giustifica l’apparente paradosso della conclusione, espresso dall’ossimoro puro…turpe: la purezza nasce in questa realtà apparentemente così turpe, apparentemente così lontana dalla purezza. Un’idea, quest’ultima, che sembra richiamare I fiori del male di Baudelaire.

Il lessico è realistico (lupanare, prostituta, bestemmia) ma la durezza espressiva si stempera per l’uso accorto della rima, per la presenza di termini più ricercati e per una costruzione sintattica caratterizzata dall’inversione, dall’anafora e dall’uso ricorrente dell’enjambement.

 

Esercizi di analisi del testo

  1. Quale aspetto assume, agli occhi del poeta che fa ritorno a casa, la città vecchia di Trieste?
  2. Individua i “personaggi” incontrati dal poeta attraversando la città vecchia e spiega che cosa li accomuna.
  3. Perché in questo ambiente umile e degradato, che da un buon borghese sarebbe giudicato “turpe”, il poeta trova l’infinito/nell’umiltà?
  4. Indica quali sono le principali caratteristiche stilistiche del componimento.

 

>>> Fabrizio de André, La città vecchia

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