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Guida sintetica al saggio breve

Guida sintetica al saggio breve

Scelta dell’argomento comprensione  tesi – tipologia destinatario

  1. Che cosa richiede la formulazione dell’argomento proposto? (Analisi del significato dei termini; significato della proposizione).
  2. Che cosa conosco sull’argomento?
  3. Quale tesi / interpretazione intendo sostenere sull’argomento?
  4. Tipologia: che tipo di testo intendo scrivere? (saggio breve o articolo di giornale?)
  5. Destinatario: qual è il destinatario del mio testo?
  6. Qual è il titolo del mio testo?

Analisi della documentazione

  1. Quale tesi sostiene l’autore del testo 1) ?
  2. Quali argomenti – fatti – esempi – ecc. l’autore porta a sostegno della sua tesi?
  3. Quale tesi sostiene l’autore del testo 2) ?
  4. Quali argomenti – fatti – esempi – ecc. l’autore porta a sostegno della sua tesi?
  5. Quale tesi sostiene l’autore del testo 3) ?
  6. Quali argomenti – fatti – esempi – ecc. l’autore porta a sostegno della sua tesi?
  7. Quale tesi sostiene l’autore del testo 4) ?
  8. Quali argomenti – fatti – esempi – ecc. l’autore porta a sostegno della sua tesi?

È possibile raggruppare i testi per “vicinanza” di opinioni o altro?

Scaletta per l’elaborazione del testo.

  1. In che modo introduco l’argomento? (Attraverso un’analisi della formulazione? Con una frase “a effetto” che introduce la mia tesi o che cattura l’attenzione del lettore? Altro?)
  2. Con quale frase formulo la mia tesi?
  3. Quali argomenti porto a sostegno della mia tesi in ordine di importanza crescente o decrescente?
  4. Quali argomenti – fatti – esempi – ecc. porto a sostegno delle mie argomentazioni, personali e/o tratti dai testi proposti?
  5. Qual è la conclusione del mio testo? (Riprendo la tesi riformulandola? Riprendo l’introduzione formulando una conclusione “aperta”? Altro?)

Stesura del testo

A ciascun paragrafo del testo faccio corrispondere un’unica idea della scaletta.

Evidenzio immediatamente gli aspetti importanti della mia tesi, andando al nocciolo del problema.

Collego tra loro le varie parti del testo in modo da aiutare il lettore a seguire il filo del discorso;

Realizzo il legame fra le proposizioni in uno dei seguenti modi:

  • usando un pronome che si riferisce ad un elemento precedente del testo.
  • ripetendo una parola-chiave che si riferisce all’elemento centrale del discorso.
  • usando un’espressione che sintetizza l’idea espressa nella frase o paragrafo precedente.
  • usando le espressioni di transizione inoltre, infatti, ecc.

Collego logicamente le proposizioni e paragrafi vicini in uno dei seguenti modi:

  • conseguenza, causa-effetto: quindi, perciò, ne segue che, ne risulta che,
  • esemplificazione: per esempio, cioè, come, …
  • contrasto, concessione: ma, ciononostante, tuttavia, al contrario, invece, sebbene, d’altra parte,
  • riaffermazione e riassunto: in altri termini, in breve, infatti,…
  • legame temporale: non appena, in seguito, finché, quando, alla fine, poi, …
  • legame spaziale: accanto, sopra, sotto, alla sinistra, in mezzo, sullo sfondo, …
  • somiglianza ed enfatizzazione: allo stesso modo, similmente, del pari, analogamente, …
  • aggiunta: e, poi, inoltre, anche, in aggiunta, …
  • conclusione: infine, per riassumere, concludendo, …

Faccio attenzione ad evitare l’uso di connettivi in modo errato. Esempio:

  • l’uso di un connettivo che non corrisponde al legame logico fra le due proposizioni (X non va bene a scuola, tuttavia (infatti) nel compito di italiano ha preso un’insufficienza).
  • l’uso insistito di connettivi di aggiunta o esemplificazione (e, poi, anche, inoltre, cioè) usati per collegare frasi prive di un reale, organico rapporto.
  • l’uso di infine e successiva introduzione con inoltre.

Revisione.

Obiettivo: riscrivo il testo per renderlo più rispondente alle esigenze della comunicazione.

Verifico:

  • struttura generale;
  • rispondenza alla tipologia testuale;
  • rapporti di coerenza;
  • legami di coesione;
  • ordine e progressione dell’esposizione;
  • sintassi e impaginazione;
  • ortografia;
  • lessico;

Attribuisco al testo un titolo definitivo (che conferma o modifica quello iniziale), sulla base delle idee sostenute nel testo elaborato.

Esame di Stato: O.M. n.13 del 24 aprile 2013

Esame di Stato: O.M. n.13 del 24 aprile 2013

ORDINANZA MINISTERIALE 2013 (testo integrale)

SINTESI ORDINANZA MINISTERIALE N.13 del 24 aprile 2013

Istruzioni e modalità organizzative ed operative per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria di secondo grado nelle scuole statali e non statali. Anno scolastico 2011/2012

INIZIO DELLA SESSIONE DI ESAME (ART. 1): 19  giugno 2013

CANDIDATI INTERNI (ART. 2)

Alunni che abbiano frequentato l’ultima classe e che, nello scrutinio finale conseguano una votazione non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l’attribuzione di un unico voto e un voto di comportamento non inferiore a sei decimi (articolo 6, comma 1, D.P.R. 22 giugno 2009, n.122). La valutazione del comportamento concorre alla determinazione del credito scolastico.

La valutazione è espressione dell’autonomia professionale propria della funzione docente, nella sua dimensione sia individuale che collegiale (art.1, comma 2 del D.P.R. n.122/2009), la valutazione degli alunni in sede di scrutinio finale è effettuata dal consiglio di classe. In caso di parità, prevale il voto del Presidente, ai sensi dell’art.79, comma 4 del R.D. 4-5-1925, n.653 e dell’art.37, comma 3 D.L.vo 16 aprile 1994, n.297.

Le deliberazioni del Consiglio di classe di non ammissione all’esame devono essere puntualmente motivate.

Nei confronti dei candidati valutati positivamente il consiglio di classe adotta liberamente criteri e modalità da seguire per la formalizzazione della deliberazione di ammissione.

L’esito della valutazione,

  • se positivo prevede la pubblicazione, all’albo dell’Istituto sede d’esame, del voto di ciascuna disciplina e del comportamento, del punteggio relativo al credito scolastico dell’ultimo anno e del credito scolastico complessivo, seguiti dalla dicitura «Ammesso»;
  • se negativo non prevede la pubblicazione di voti e punteggi, ma solo della dicitura «Non ammesso».

Abbreviazione per merito

Possono sostenere l’esame, nella sessione dello stesso anno, per abbreviazione per merito, gli studenti iscritti alle penultime classi che nello scrutinio finale per la promozione all’ultima classe hanno riportato non meno di otto decimi in ciascuna disciplina e non meno di otto decimi nel comportamento, che hanno seguito un regolare corso di studi di istruzione secondaria di secondo grado e che hanno riportato una votazione non inferiore a sette decimi in ciascuna disciplina e non inferiore a otto decimi nel comportamento negli scrutini finali dei due anni antecedenti il penultimo, senza essere incorsi in ripetenze nei due anni predetti. Le votazioni suddette non si riferiscono all’insegnamento della religione cattolica. La valutazione del comportamento si riferisce alla classe penultima e alle due classi antecedenti. Per la classe terza si fa riferimento ai voti riportati nello scrutinio finale e non al voto conseguito in sede di esame di qualifica.

Validità anno scolastico

Ai sensi dell’articolo 14, comma 7 del D.P.R. 22 giugno 2009,n. 122, “ai fini della validità dell’anno scolastico, … per procedere alla valutazione finale di ciascuno studente, è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale personalizzato.”. Si richiamano in proposito i chiarimenti forniti con la C.M. 4 marzo 2011, n. 20 e, da ultimo, con la nota prot.n.1000 del 22 febbraio 2012.

PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE (ART. 5)

La dichiarazione relativa alle esperienze di formazione professionale o lavorative, richieste ai candidati agli esami negli istituti professionali, ove le esperienze stesse risultino in corso alla data di scadenza della presentazione delle domande, può essere perfezionata entro il 31 maggio 2013.

DOCUMENTO DEL CONSIGLIO DI CLASSE (ART. 6)

I consigli di classe dell’ultimo anno di corso elaborano, entro il 15 maggio, per la commissione d’esame, un apposito documento relativo all’azione educativa e didattica realizzata nell’ultimo anno di corso.

Tale documento indica i contenuti, i metodi, i mezzi, gli spazi e i tempi del percorso formativo, i criteri, gli strumenti di valutazione adottati, gli obiettivi raggiunti, nonché ogni altro elemento che i consigli di classe ritengano significativo ai fini dello svolgimento degli esami.

Per quanto concerne gli istituti professionali, considerato per il corrente anno scolastico 2012/2013 quanto previsto dall’art. 8, comma 3, del D.P.R. 15 marzo 2010 n. 87, il documento deve recare specifiche indicazioni sul profilo e sulle competenze acquisite dagli allievi con riferimento alle esperienze, condotte sia nella classe IV che nella classe V,  in alternanza scuola-lavoro. Le commissioni d’esame terranno conto di tali attività ed esperienze, ai fini dell’accertamento di conoscenze, competenze e capacità, in particolare per la configurazione della terza prova e nella conduzione del colloquio.

Per le classi articolate e per i corsi destinati ad alunni provenienti da più classi, il documento è integrato con le relazioni dei docenti dei gruppi in cui eventualmente si è scomposta la classe o dei docenti che hanno guidato corsi destinati ad alunni provenienti da più classi.

Al documento stesso possono essere allegati eventuali atti relativi alle prove effettuate e alle iniziative realizzate durante l’anno in preparazione dell’esame di Stato, nonché alla partecipazione attiva e responsabile degli alunni ai sensi del Regolamento recante le norme dello Statuto delle studentesse e degli studenti.

Il documento è immediatamente affisso all’albo dell’istituto e consegnato in copia a ciascun candidato. Chiunque ne abbia interesse può estrarne copia.

CREDITO SCOLASTICO (ART. 8)

Per l’esame di Stato 2012/2013, i punteggi del credito scolastico relativo all’ultima classe sono attribuiti ai candidati sulla base delle tabelle allegate al D.M. n.99 del 16 dicembre 2009, che hanno sostituito le tabelle allegate al D.M. n.42 del 22.5.2007 (le quali ultime avevano già sostituito le tabelle allegate al DPR 23.7.1998. n. 323).

Media dei voti

Credito scolastico (Punti)-TRIENNIO

           I anno                   II anno                   III anno
M = 6

3-4

3-4

4-5

6 < M ≤ 7

4-5

4-5

5-6

7 < M ≤ 8

5-6

5-6

6-7

8 < M ≤ 9

6-7

6-7

7-8

9 < M ≤ 10

7-8

7-8

8-9

Il credito scolastico viene attribuito ai candidati anticipatari per merito in base alla tabella A allegata al D.M. n. 99/2009, nella misura massima prevista in relazione alla media dei voti conseguita nel penultimo anno. Nel caso della abbreviazione del corso di studi il credito scolastico per l’anno non frequentato è attribuito dal Consiglio della penultima classe.

Agli alunni interni, che, per il penultimo e terzultimo anno, non siano in possesso di credito scolastico, lo stesso è attribuito dal Consiglio di Classe in sede di scrutinio finale dell’ultimo anno, in base ai risultati conseguiti, a seconda dei casi, per idoneità (secondo le indicazioni della Tabella B) e per promozione (secondo le indicazioni della Tabella A), ovvero in base ai risultati conseguiti negli esami preliminari, sostenuti negli anni scolastici decorsi quali candidati esterni agli esami di Stato, secondo le indicazioni della Tabella C.

Agli alunni che frequentano l’ultima classe per effetto della dichiarazione di ammissione alla frequenza di detta classe da parte di commissione di esame di maturità, il credito scolastico è attribuito dal consiglio di classe nella misura di punti 3 per la classe terza e ulteriori punti 3 per la classe quarta, non frequentate. Qualora l’alunno sia in possesso di idoneità o promozione alla classe quarta, otterrà il relativo credito acquisito, unitamente ad ulteriori punti 3 per la quarta classe.

Negli istituti professionali, per gli Esami di Stato 2012/2013, la valutazione delle esperienze condotte in alternanza scuola-lavoro concorre ad integrare quella delle discipline alle quali tali attività ed esperienze afferiscono e contribuisce in tal senso alla definizione del credito scolastico.

L’attribuzione del credito scolastico ad ogni alunno va deliberata, motivata e verbalizzata. Il consiglio di classe, nello scrutinio finale dell’ultimo anno di corso, può motivatamente integrare, fermo restando il massimo di 25 punti attribuibili, a norma del comma 4 dell’art. 11 del D.P.R. n. 323/1998, il punteggio complessivo conseguito dall’alunno, quale risulta dalla somma dei punteggi attribuiti negli scrutini finali degli anni precedenti. Le deliberazioni, relative a tale integrazione, opportunamente motivate, vanno verbalizzate con riferimento alle situazioni oggettivamente rilevanti ed idoneamente documentate. Il punteggio attribuito quale credito scolastico ad ogni alunno è pubblicato all’albo dell’istituto.

Ai candidati esterni il credito scolastico è attribuito dal Consiglio di classe davanti al quale sostengono l’esame preliminare di cui all’art. 7, sulla base della documentazione del curriculum scolastico, dei crediti formativi e dei risultati delle prove preliminari. Le esperienze professionali documentabili possono essere valutate come crediti formativi. I crediti formativi devono essere opportunamente certificati e ritenuti coerenti con il tipo di corso cui si riferisce l’esame. Il Consiglio di classe stabilisce preventivamente i criteri per l’attribuzione del credito scolastico e formativo. L’attribuzione del credito deve essere deliberata, motivata e verbalizzata. Il punteggio attribuito quale credito scolastico è pubblicato all’albo dell’Istituto sede d’esame. Si precisa che il punteggio attribuito nell’ambito delle bande di oscillazione, indicate nella Tabella C, andrà moltiplicato per due nel caso di prove preliminari relative agli ultimi due anni e per tre nel caso di prove preliminari relative agli ultimi tre anni. L’attribuzione del punteggio di credito scolastico, nell’ambito della banda di oscillazione, viene effettuata dal competente consiglio di classe.

I docenti di Religione Cattolica partecipano a pieno titolo alle deliberazioni del consiglio di classe concernenti l’attribuzione del credito scolastico agli alunni che si avvalgono di tale insegnamento, esprimendosi in relazione all’interesse con il quale l’alunno ha seguito l’insegnamento e al profitto che ne ha  tratto. Analogamente, partecipano a pieno titolo alle deliberazioni del consiglio di classe concernenti l’attribuzione del credito scolastico i docenti delle attività didattiche e formative alternative all’insegnamento della religione cattolica. Detti docenti si esprimono sull’interesse manifestato e sul profitto raggiunto limitatamente agli alunni che abbiano seguito tali attività.

Il consiglio di classe tiene conto anche dell’interesse manifestato e del profitto raggiunto dagli alunni che hanno seguito, in luogo dell’insegnamento della religione cattolica, attività di studio individuale, traendone un arricchimento culturale o disciplinare specifico, certificato e valutato dalla scuola secondo modalità deliberate dalla istituzione scolastica medesima. Nel caso in cui l’alunno abbia scelto di assentarsi dalla scuola per partecipare ad iniziative formative in ambito extrascolastico, potrà far valere tali attività come crediti formativi qualora presentino i requisiti previsti dal D.M. n. 49 del 24-2-2000.

CREDITI FORMATIVI (ART. 9)

Per l’anno scolastico 2012/13, valgono le disposizioni di cui al Decreto Ministeriale 24/2/2000, n. 49.

La documentazione relativa ai crediti formativi deve pervenire all’istituto sede di esame entro il 15 maggio 2013 per consentirne l’esame e la valutazione da parte degli organi competenti. È ammessa l’autocertificazione, ai sensi e con le modalità di cui al D.P.R. n. 445/2000, come modificato dall’articolo 15, comma 1, della legge 12 novembre 2011, n.183, nei casi di attività svolte presso pubbliche amministrazioni.

DIARIO DELLE OPERAZIONI E DELLE PROVE (ART. 12)

Il Presidente e i commissari esterni delle due classi abbinate, unitamente ai membri interni di ciascuna delle due classi, si riuniscono, in seduta plenaria, presso l’istituto di assegnazione, il 17 giugno 2013 alle ore 8,30.

Il calendario delle prove per l’anno scolastico 2012/2013 è il seguente:

  • prima prova scritta: mercoledì  19 giugno 2013, ore 8.30;
  • seconda prova scritta, grafica o scritto-grafica: giovedì 20 giugno 2013, ore 8.30.
  • terza prova scritta: lunedì  24  giugno 2013, ore 8.30: ciascuna commissione, entro il giorno di venerdì  21 giugno, definisce collegialmente la struttura della terza prova scritta, in coerenza con il documento del consiglio di classe.

Contestualmente, il Presidente stabilisce, per ciascuna delle commissioni, l’orario d’inizio della prova, dandone comunicazione all’albo dell’Istituto o degli eventuali istituti interessati. Non va, invece, data alcuna comunicazione circa le materie oggetto della prova. Il 24 giugno ogni commissione, tenendo a riferimento quanto attestato nel predetto documento, predispone collegialmente il testo della terza prova scritta, sulla base delle proposte avanzate da ciascun componente; proposte che ciascun componente deve formulare in numero almeno doppio rispetto alla tipologia o alle tipologie prescelte in sede di definizione della struttura della prova.  La Commissione stabilisce anche la durata massima della prova stessa.

Il numero dei candidati che sostengono il colloquio, per ogni giorno, non può essere di norma superiore a cinque.

Il Presidente, il giorno della prima prova scritta, invita i candidati, indicando anche il termine e le modalità stabilite precedentemente dalla commissione, a comunicare la tipologia dei lavori prescelti per dare inizio al colloquio, ai sensi dell’art. 5, comma 7, del D.P.R. n. 323/1998:

                  – titolo dell’argomento;

                  – esperienza di ricerca o di progetto, presentata anche in forma multimediale;

L’eventuale integrazione del punteggio complessivo conseguito, fino ad un massimo di 5 punti, per quei candidati che abbiano conseguito un credito scolastico di almeno 15 punti ed un risultato complessivo nelle prove di esame pari almeno a 70 punti, è effettuata al momento della valutazione finale per ciascuna commissione, sulla base di criteri precedentemente stabiliti e con una congrua motivazione da acquisire al verbale.

PROVE SCRITTE (ART. 15)

Per l’anno scolastico 2012/2013 valgono le disposizioni di cui al D.M. 23 aprile 2003, n. 41, relativo alle modalità di svolgimento della prima e della seconda prova scritta ed al DM n. 429 del 20.11.2000, concernente le caratteristiche formali generali della terza prova scritta, nonché le istruzioni per lo svolgimento della prova medesima per l’anno scolastico 2012/2013.

La terza prova è predisposta dalla commissione secondo le modalità di cui all’art. 12, comma 7, della presente Ordinanza. Per gli istituti professionali, la commissione tiene conto, ai fini dell’accertamento delle conoscenze, competenze e capacità, delle attività svolte nell’ambito dell’area di professionalizzazione e delle esperienze condotte in alternanza scuola lavoro, descritte nel documento del consiglio di classe.

Si precisa che nella terza prova possono essere coinvolte, entro il limite numerico determinato nell’art. 3, comma 2, del D.M. 20 novembre 2000, n.429, tutte le discipline comprese nel piano degli studio dell’ultimo anno di corso, purché sia presente in commissione personale docente fornito di titolo ai sensi della vigente normativa.

La commissione dispone di 45 punti per la valutazione delle prove scritte, ripartiti in parti uguali tra le tre prove: a ciascuna delle prove scritte giudicata sufficiente non può essere attribuito un punteggio inferiore a 10.

Le commissioni, ai fini della correzione della prima e della seconda prova scritta, possono operare per aree disciplinari, di cui al D.M. 358/98, ferma restando la responsabilità collegiale dell’intera commissione. L’organizzazione dei lavori per aree disciplinari può essere attuata solo in presenza di almeno due docenti per area e con l’osservanza della procedura di cui all’art. 13, comma 9.

Il punteggio attribuito a ciascuna prova scritta è pubblicato, per tutti i candidati di ciascuna classe nell’albo dell’istituto sede della commissione d’esame un giorno prima della data fissata per l’inizio dello svolgimento dei colloqui. Vanno esclusi dal computo le domeniche e i giorni festivi intermedi.

COLLOQUIO (ART. 16)

Il colloquio ha inizio con un argomento o con la presentazione di esperienze di ricerca e di progetto, anche in forma multimediale, scelti dal candidato. Rientra tra le esperienze di ricerca e di progetto la presentazione da parte dei candidati di lavori preparati, durante l’anno scolastico, anche con l’ausilio degli insegnanti della classe.

Il colloquio, nel rispetto della sua natura multidisciplinare, non può considerarsi interamente risolto se non si sia svolto secondo tutte le fasi sopra indicate e se non abbia interessato le diverse discipline (cfr. legge 11 gennaio 2007, n.1, articolo 1, capoverso art.3. comma 4.).

A tal fine, la commissione deve curare l’equilibrata articolazione e durata delle diverse fasi del colloquio, che deve riguardare l’argomento o la ricerca o il progetto scelti dal candidato, la discussione degli argomenti attinenti le diverse discipline e la discussione degli elaborati delle prove scritte. Al riguardo, si precisa che i commissari sia interni che esterni, allo scopo di favorire il coinvolgimento nel colloquio del maggior numero possibile delle discipline comprese nel piano degli studi dell’ultimo anno di corso, conducono l’esame in tutte le materie per le quali hanno titolo secondo la normativa vigente. Negli Istituti professionali, la commissione, ai fini dell’accertamento delle conoscenze, competenze e capacità, organizza il colloquio, tenendo conto anche delle esperienze condotte in alternanza scuola lavoro, opportunamente e dettagliatamente indicate nel documento del consiglio di classe.

La commissione d’esame dispone di 30 punti per la valutazione del colloquio. Al colloquio giudicato sufficiente non può essere attribuito un punteggio inferiore a 20. La commissione procede all’attribuzione del punteggio del colloquio sostenuto da ciascun candidato nello stesso giorno nel quale il colloquio viene espletato.

VOTO FINALE, CERTIFICAZIONE, ADEMPIMENTI CONCLUSIVI (ART. 21)

A ciascun candidato è assegnato un voto finale complessivo in centesimi, che è il risultato della somma dei punti attribuiti dalla commissione d’esame alle prove scritte e al colloquio e dei punti relativi al credito scolastico acquisito da ciascun candidato.

Per superare l’esame di Stato è sufficiente un punteggio minimo complessivo di 60/100.

Fermo restando il punteggio massimo di cento, la commissione d’esame può motivatamente integrare, secondo i criteri determinati ai sensi dell’art. 13, comma 11, il punteggio fino a un massimo di 5 punti ove il candidato abbia ottenuto un credito scolastico di almeno 15 punti e un risultato complessivo nella prova d’esame pari ad almeno 70 punti.

La Commissione all’unanimità può motivatamente attribuire la lode a coloro che conseguono il punteggio massimo di 100 punti senza fruire della predetta integrazione del punteggio, a condizione che:

  1. abbiano conseguito il credito scolastico massimo complessivo attribuibile senza fruire della integrazione di cui all’art.11, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998,n.323;
  2. abbiano riportato negli scrutini finali relativi alle classi terzultima, penultima e ultima  solo voti uguali o superiori a otto decimi, ivi compresa la valutazione del comportamento.

Sempre relativamente ai candidati agli esami conclusivi del secondo ciclo di istruzione, a conclusione dell’anno scolastico 2011/2012, ai fini dell’attribuzione della lode, il credito scolastico annuale relativo al terzultimo, al penultimo e all’ultimo anno nonché il punteggio previsto per ogni prova d’esame devono essere stati attribuiti dal consiglio di classe o dalla commissione, secondo le rispettive competenze, nella misura massima all’unanimità (art.3, commi 1,  2 e 3  del D.M. 16-12-2009,n.99).

Anche al fine di consentire l’effettuazione delle opportune verifiche da parte della commissione, si rammenta che, ai sensi del D.M. 16-12-2009, n.99, art. 3, comma 2, i candidati destinatari del punteggio massimo di credito scolastico (8 punti per la classe terza, 8 punti per la classe quarta e 9 punti per la classe quinta) devono avere comunque riportato, negli scrutini finali relativi alla classe terza, alla classe quarta e alla classe quinta, la media dei voti superiore a nove, con nessun voto inferiore a otto (ivi compresa la valutazione del comportamento).

PUBBLICAZIONE DEI RISULTATI (ART. 22)

L’esito dell’esame con l’indicazione del punteggio finale conseguito, inclusa la menzione della lode qualora attribuita dalla Commissione, è pubblicato, per tutti i candidati, nell’albo dell’istituto sede della commissione, con la sola indicazione della dizione  ESITO NEGATIVO nel caso di mancato superamento  dell’esame  stesso (cfr. articolo 6, comma 4, DPR 22 giugno 2009,n.122).

Nel caso degli studenti che conseguono agli esami la votazione di 100 con l’attribuzione della lode, la scuola provvede all’acquisizione del consenso dei medesimi, ai fini della pubblicazione dei relativi nominativi nell’Albo Nazionale delle Eccellenze.

DISPOSIZIONI ORGANIZZATIVE (ART. 28)

Per la prossima sessione dell’esame di Stato, è confermato – come per il decorso anno il progetto di semplificazione, finalizzato alla trasmissione per via telematica delle prove, denominato “plico telematico”, contenente i testi della prima e della seconda prova scritta (nonché, ove prevista, della quarta prova scritta). Ciascuna sede di esame diviene destinataria del “plico telematico”, documento digitale, protetto con procedimenti  di cifratura, e, a tal fine, il dirigente scolastico deve garantire la dotazione tecnica indispensabile e, almeno, un “referente di sede”.

Prime prove Esame di Stato

Prime prove Esame di Stato

Di seguito i link alle Prime prove dell’Esame di Stato.

Prima prova 2013

Prima prova 2012

Prima prova 2011

Prima prova 2010

Prima prova 2009

Prima prova 2008