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Joseph Conrad, Cuore di tenebra

Joseph Conrad, Cuore di tenebra

cuore di tenebraJoseph Conrad, Cuore di tenebra

(Heart of darkness)

“La Neille, una iolla da crociera, girò sull’ancora senza il minimo fluttuare delle vele e si fermò. La marea si era alzata, il vento era quasi calmo e, poiché dovevamo discendere il fiume, non ci restava che fermarci all’ancora e attendere il riflusso”.

Traduzione di Rossella Bernasconi, Oscar Mondadori

 

Cinque marinai a bordo di un battello ancorato in un porto lungo il Tamigi attendono la marea favorevole per prendere il largo. Uno di loro, un vecchio marinaio di nome Marlow, comincia a raccontare di un viaggio che molti anni prima ha compiuto per entrare in contatto con un continente allora sconosciuto, misterioso e pieno di fascino: l’Africa nera. Dopo un lungo viaggio Marlow raggiunge in Africa la sede di una compagnia commerciale che lo incarica di ritrovare Kurtz, un abile mercante di avorio al suo servizio, il quale da tempo non dà più notizie di sé, pur continuando a inviare il prezioso materiale. Marlow parte a bordo di un battello a vapore e risale il fiume Congo, inoltrandosi nella foresta alla ricerca di Kurtz, accompagnato da un gruppo di coloni e di indigeni cannibali. Durante il viaggio ha l’impressione di ripercorrere il tempo e lo spazio fino a epoche remote e selvagge.

Arrivato finalmente a destinazione, Marlow scopre che gli indigeni presso i quali vive adorano Kurtz come una divinità, ammaliati dal suo aspetto, dalla sua determinazione feroce e priva di scrupoli e dalla sua voce, anche se ormai egli è molto malato, quasi in fin di vita e forse in preda alla follia. Kurtz è un uomo ambiguo, inafferrabile, mostruoso, ma Marlow entra con lui in uno strano rapporto di intimità ed è come contagiato dalla sua forza demoniaca e dal suo mondo di tenebra.

L’unica cosa da fare in quel frangente è caricare Kurtz per riportarlo a casa. Cosa che avviene non senza difficoltà. Nel viaggio di ritorno Kurtz muore, ma prima di morire pronuncia le parole «L’orrore! L’orrore!» e consegna a Marlow un pacco contenente delle lettere e la foto di una donna.

Marlow, ritornato a Londra, va a incontrare la fidanzata di Kurtz ma non ha il coraggio di rivelarle la vera natura dell’uomo che lei crede un modello di perfezione e le mente, dicendole che le sue ultime parole di sono state per lei.

In Cuore di tenebra la memoria non segue un percorso lineare, non recupera una dimensione “oggettiva” dei fatti e la realtà emerge è quella della coscienza tormentata del narratore-protagonista.

Il romanzo da un lato denuncia gli aspetti brutali e violenti del colonialismo ma è anche uno scavo esistenziale sulla natura umana, che attraverso il viaggio lungo il fiume Congo porta il protagonista a fare i conti con il male, un male profondo che sembra far parte della stessa natura umana.

Nato in Polonia nel 1857 Joseh Conrad (Józef Teodor Konrad Korzeniowski) prestò per vent’anni servizio in Marina (prima francese poi inglese) e trasse da quell’esperienza i temi e i nuclei narrativi di molte delle sue opere. Nel 1886 acquisì la cittadinanza inglese. Morì a Bishopsbourne nel 1924.

Nei suoi scritti il viaggio, in Oriente e in Africa, fa riferimento a luoghi reali, conosciuti di persona, ma è al tempo stesso un viaggio simbolico, è cioè un immergersi nel profondo dell’animo umano. L’immagine del mondo di Conrad è segnata da una profonda crisi di certezze: è la crisi dell’Occidente riguardo alla propria superiorità morale e culturale sulla quale l’imperialismo britannico aveva fondato la sua legittimazione nell’epoca del suo apogeo in età vittoriana.