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Alle origini delle corse automobilistiche

Alle origini delle corse automobilistiche

LetteraTurestorie

di Giorgio Baruzzi

Alle origini delle corse automobilistiche

F.T. Marinetti, All’automobile da corsa

 

Il primo “evento” agonistico automobilistico risale al 16 luglio 1878, quando due veicoli a vapore si sfidarono in una corsa (circa 201 miglia) organizzata lungo le strade tra Green Bay e Madison, nello stato del Wisconsin (Stati Uniti d’America): per la cronaca, la vittoria (a poco meno di 10 chilometri orari di media) arrise a Frank A. Shomer e Hans M. Farrand che guidavano un veicolo chiamato Oshkosh.
La prima competizione “seria” di automobilismo fu in Francia, organizzata dal giornale di Parigi “Le Petit Journal” nel 1894, la competizione (in realtà un concorso), la Parigi-Rouen 1894, vide affrontarsi le De Dion-Bouton, le Panhard-Levassor, le Peugeot e le Benz & Cie. di Karl Benz. Nel 1895 ci fu la Parigi-Bordeaux, vinta da Emile Levassor, mentre in quello stesso 1895 venne indetta la prima corsa italiana (18 maggio, Torino-Asti-Torino).
Anche la prima vera corsa americana è ascrivibile al 1895 ed ebbe luogo il 2 novembre, da Chicago a Waukegan e ritorno, per un totale di circa 92 miglia (148 chilometri): si impose la Mueller-Benz guidata da Oscar B.Mueller. La prima competizione automobilistica veramente “internazionale” fu la Gordon Bennett Cup, organizzata dal 1900 al 1905
L’ACF, la Federazione Francese dell’automobilismo, organizzò diverse corse, con partenza a Parigi e arrivo in diverse città transalpine o europee fino al 1903, quando per un incidente mortale morì, vicino ad Angouleme durante la Parigi-Madrid, Marcel Renault. Altri 8 incidenti mortali convinsero il governo francese a vietare le corse automobilistiche.
Nel 1906, nacquero la Targa Florio (93 Miglia sulle strade siciliane) e, nella cittadina di Le Mans, il primo vero Gran Premio. 32 sfidanti gareggiarono in un lunghissimo circuito di 105 km per due giorni, percorrendo in media 6 giri al giorno. I 1260 km di corsa furono completati per primo dall’ungherese Ferenc Szisz su una Renault.
Nella stessa cittadina francese dal 1923 si svolge anche una delle manifestazioni automobilistiche più conosciute, la 24 Ore di Le Mans.
Nel 1907, nacque la corsa sul circuito tedesco del Kaiserpreis (75 Miglia sulla catena del Taunus) e il GP francese del Dieppe (48 miglia di circuito). Il primo Ovale fu costruito in Inghilterra a Brooklands nel 1907, il secondo, ben più famoso, a Indianapolis nel 1909, dove nel 1911 nacque la 500 Miglia di Indianapolis che si corre tutt’ora.

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Futurismo: musica teatro cinema fotografia moda

Futurismo: musica teatro cinema fotografia moda

Futurismo: musica, teatro, cinema, fotografia, moda.

IntonarumoriLa musica futurista

Il Futurismo polemizza contro il passatismo della musica italiana. Nel periodo del Primo Futurismo, Balilla Pratella propone una rottura delle strutture formali per quanto riguarda il ritmo e l’”intuizione libera di relazioni ritmiche istintive e simpatiche”, (altro…)

Futurismo: scultura e architettura

Futurismo: scultura e architettura

boccioniformeuniche...Futurismo: scultura e architettura

La scultura futurista

Il “dinamismo plastico”, la “compenetrazione dei piani”, “la sistematizzazione delle vibrazioni delle luci” ispirano la scultura futurista, che si propone di modellare l’atmosfera che circonda le cose (Boccioni).

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La pittura futurista

La pittura futurista

LetteraTurestorie

di Giorgio Baruzzi

La pittura futurista

 

 

Il primo Manifesto dei pittori futuristi viene pubblicato l’11 febbraio 1910 da Umberto Boccioni (1882-1916), Carlo Carrà (1881-1966), Luigi Russolo (1885-1947), Giacomo Balla (1874-1958), Gino Severini (1883-1966) mentre il secondo, il Manifesto tecnico, porta la data dell’11 aprile 1910.
lampada_arcoIl dinamismo dello spazio urbano è il tema cardine di entrambi. Nel secondo si precisano le basi teoriche e si definisce la nuova intuizione della realtà come “vibrazione universale” attraverso immagini tratte dalla città. È la città della nuova illuminazione elettrica come in Lampada ad arco di Balla o in Notturno in Piazza Beccaria di Carlo Carrà.
È la città delle tensioni e dei conflitti come in Rissa in Galleria di Boccioni o I funerali dell’anarchico Galli di Carlo Carrà. Il dipinto che tuttavia visualizza meglio l’immagine della città contemporanea è La città che sale di Umberto Boccioni. Il ritmo dinamico della città moderna si traduce in un ritmo vorticoso di linee e colori.
Balla e Russolo concepiscono inizialmente il movimento come riproduzione schematica del moto, come successione della figura in più punti della sua traiettoria, mentre Umberto Boccioni elabora una concezione del movimento come dinamismo universale.
Ogni oggetto è dotato infatti di un moto assoluto, sia esso in riposo o in movimento, e di un moto relativo: il primo concerne l’intrinseca potenzialità dinamica dell’oggetto; il secondo è relativo allo spostamento fisico dell’oggetto nell’ambiente.
Il dinamismo è l’azione simultanea dei due moti e deve essere espresso in una nuova forma che consideri l’ambiente + l’oggetto: la forma unica che dia la continuità nello spazio. Nella concezione del movimento come continuità, durata, si può riconoscere l’influenza di Henri Bergson, e nella considerazione dell’oggetto come forza l’equivalenza tra materia ed energia di Einstein.
Il concetto guida dell’arte figurativa futurista è il “dinamismo-plastico”che si ispira al mito della macchina e della velocità (Boccioni, Carrà, Russolo, Severini, Balla – Milano – 1910). I colori puri, primari e secondari, brillanti, sono accostati secondo il criterio del “complementarismo congenito” che è il divisionismo dei futuristi.
Gli artisti, influenzati dal cubismo, ne accolgono “la scomposizione e lo smembramento degli oggetti”, ma se ne differenziano, perché lo giudicano troppo analitico, quindi statico e introducono uno “stile del movimento” determinato “dall’elemento emozione che è moto del soggetto creatore e moto delle cose stesse”.
Si delinea il concetto di “complesso plastico” espresso da pittura, scultura, poesia, musica, polimaterico moto-rumorista. Viene introdotto il “collage”.
La prima stagione pittorica futurista si conclude con la Grande guerra: Boccioni muore nel 1916; Carrà abbraccia prima la pittura metafisica, poi segue altre strade; Severini sperimenta il cubismo. Il centro del movimento che, dopo il dissenso iniziale, aveva visto anche la partecipazione del gruppo fiorentino del giornale “Lacerba” (Soffici), passa da Milano a Roma (Balla, G. Galli, Benedetta).
Il Futurismo romano esprime la convivenza pacifica di varie tendenze moderniste con il gusto della sperimentazione e del ludico. Negli Anni Venti il Futurismo in pittura si ispira alla bellezza della macchina, alle sue linee elementari, essenziali (Arte meccanica: Pannaggi, Paladini, Prampolini, Manifesto,1922).
paesaggio_arcobaleno
L’aeropittura è l’ultima importante espressione dell’arte futurista, ispirata dallo sviluppo dell’aeronautica (Balla, Benedetta, Depero, Dottori, Fillia, Prampolini, Somenzi, Tato). Nel 1931 Marinetti e Fillia lanciano “l’arte sacra futurista”, proiezione della componente mistica dell’aeropittura, interprete di una spiritualità definita popolare.

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Dinamismo e velocità

Dinamismo e velocità

RussoloDinamismoautomobileDinamismo e velocità

I Futuristi, e in primo luogo FilippoTommaso Marinetti (1876-1944), esaltano il ruolo della città moderna, opposta alle città “paralitiche” come Venezia, baciate dal romantico “Chiaro di Luna”. (altro…)

Il Futurismo russo

Il Futurismo russo

MajakovskijIl Futurismo russo

Nei primissimi anni del Novecento in Russia si erano sviluppate molte correnti poetiche di avanguardia, che seguivano con interesse i movimenti artistici e culturali dell’Europa occidentale. Fin dal 1909 comparvero su riviste russe molti articoli sul futurismo italiano.

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