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Il vampiro

Il vampiro

LetteraTurestorie

di Giorgio Baruzzi

Il vampiro

Il vampiro nelle leggende popolari è una creatura con lunghi denti che sceglie vittime umane, generalmente succhiandone il sangue. I vampiri sono presenti nel folklore e nelle storie di varie culture da millenni, principalmente in Europa.

> Origini del vampirismo

Dove abbia avuto origine la credenza nei vampiri è difficile dirlo, essendo il fenomeno diffuso, in varie forme, presso moltissimi popoli e culture. Nella mitologia mesopotamica, ebraica e greca sono presenti numerose figure “protovampiriche”, che anticipano alcune delle caratteristiche che saranno poi attribuite ai vampiri. Tra queste si possono indicare Lilith, le Empuse, le Lamie e le Sirene.

In Europa, creature con caratteristiche simili a quelle dei vampiri sono comparse almeno fin dall’antica Grecia, dove si narravano storie di creature che attaccavano le persone durante il sonno e che succhiavano i loro fluidi vitali. Racconti di corpi che camminavano e che bevevano il sangue dei viventi e che diffondevano la peste fiorirono nell’Europa medievale colpita dalle epidemie, in assenza di una moderna spiegazione scientifica delle pestilenze.

Aree di sviluppo del vampirismo

I miti relativi al vampiro furono particolarmente diffusi in Europa orientale e la parola vampiro molto probabilmente ha origine in quell’area. L’etimologia del termine vampiro non è ancora del tutto chiara: è probabilmente legata al ceco upir ed indica, oltre a un essere che succhia il sangue, anche il pipistrello. Le tradizioni sui vampiri erano già diffuse in Europa a partire dal XII secolo. Il vampiro assumeva nomi e caratteristiche diverse a seconda del paese o della regione considerati.

La pratica di disseppellire i corpi di sospetti vampiri era diffusa presso molte popolazioni europee. Si pensa che alcune caratteristiche naturali della decomposizione, come il ritrarsi delle gengive e l’apparente crescita dei capelli e delle unghie, abbia contribuito alla credenza che i corpi stessero di fatto continuando una qualche forma di vita dopo la morte. Inoltre, un possibile contributo a queste credenze è stato il seppellimento di individui dichiarati morti quando in realtà non lo erano, magari perché molto ubriachi o perché in stato di coma, e in seguito “miracolosamente” risvegliatisi.

Caratteristiche del vampiro

Poiché vi è nel folklore una lunga tradizione di corpi che camminano e di misteriosi esseri succhiasangue è difficile distinguere le specifiche caratteristiche dei vampiri.

Paul Barber così descrive il vampiro nelle sue ricerche sul Folklore: «Se un tipico vampiro dovesse presentarsi a casa vostra, è probabile che vi ritrovereste sulla soglia di casa uno slavo grassoccio con le unghie lunghe e la barba ispida, gli occhi e la bocca spalancati, la faccia gonfia e rubizza. Abbigliato in maniera informale – per la precisione indossa un sudario di lino – apparirebbe agli occhi di tutti come un contadino lacero. Se non l’avete riconosciuto è perché vi aspettavate un gentiluomo alto ed elegante con un mantello nero. Ma questo sarebbe il vampiro della letteratura e del cinema…»

(Paul Barber, Vampiri, Sepoltura e Morte)

È sicuramente parte essenziale del mito del vampiro quella del consumo di sangue umano, di altri fluidi vitali o di energia psichica, nonché quella di possedere acuminati denti canini o zanne adatti a questo scopo.

In molte loro raffigurazioni i vampiri sono “nonmorti”, o per meglio dire rinati dopo la morte. Essi risorgerebbero nottetempo dalle loro tombe o bare, contenenti la terra del loro suolo natale.

Il vampiro si nutre del sangue di individui vivi e con i suoi denti aguzzi li punge alla gola e succhia il loro sangue. Egli continua a visitare la sua vittima finché questa non muore, trasformandosi a sua volta in un vampiro. Possiede una straordinaria forza fisica, poiché si impadronisce della forza delle sue vittime, inoltre è fortissimo di notte ed estremamente debole durante il giorno.

I vampiri sono solitamente descritti come di pelle pallida e il loro aspetto spazia dal grottesco allo straordinariamente bello, a seconda del tipo di narrazione. Inoltre essi non riflettono la propria immagine negli specchi e non proiettano la propria ombra, non possono essere fotografati o filmati.

Il vampiro può assumere le sembianze di animali, come il lupo o il pipistrello, oppure trasformarsi in nebbia o pulviscolo, passando attraverso le fessure.

Come si diventa vampiri

Si può diventare vampiri in una varietà di modi, il principale dei quali è quello di essere morso da un vampiro. Alcune credenze dicono che i bambini nati con la camicia amniotica, con i denti, o per Natale, o tra Natale e l’epifania siano predisposti a diventare vampiri. Possono diventare vampiri coloro che praticano la stregoneria, gli eretici, i delinquenti, i suicidi, gli annegati, i neonati morti senza battesimo. Altre modalità sono il contatto con particolari animali, il contagio o il salto di un gatto sul cadavere di un morto.

Come difendersi e come eliminare i vampiri

I vampiri generalmente non muoiono a causa delle normali malattie umane e viene loro attribuita una più veloce capacità di guarigione dalle ferite.

Ci sono vari metodi per uccidere e distruggere un vampiro. I più popolari sono quelli di trafiggergli il cuore con un paletto di frassino, di bruciarlo, di decapitarlo e di mettergli la testa fra le gambe, di esporlo alla luce del sole, di sparargli una pallottola d’argento. I vampiri, inoltre, sono respinti dall’aglio, dall’acqua corrente, dal crocifisso e dall’acqua santa. In alcune storie si racconta che il vampiro può entrare in casa solo se è stato invitato e in altre che può essere distratto spargendo semi o grani, che è costretto a contare, consentendo così la fuga alle potenziali vittime.

Malattie e vampirismo

Secondo recenti ricerche, le caratteristiche associate al vampirismo possono essere ricollegate ad alcune malattie come la porfiria, che rende ipersensibili alla luce del sole, la tubercolosi, che causa deperimento, la pellagra che rende la pelle sottile e infine la rabbia, che spinge a mordere e induce ipersensibilità e repulsione della luce, dell’acqua o dell’aglio.

Interpretazioni della figura del vampiro.

Sono state molteplici le interpretazioni della figura del vampiro. Essa è ricollegabile al culto degli antenati e alla paura del loro ritorno, incarna paure ataviche e risponde, seppure in modo patologico, al nostro desiderio di immortalità. Sul piano economico-sociale il vampiro è stato visto come espressione di classi sociali parassitarie che si nutrono del sangue del popolo: la nobiltà (non a caso Dracula è un nobile, così come quasi tutti gli altri vampiri letterari), ma anche la borghesia, il cui sistema economico si appropria del lavoro operaio (vedi Il capitale di Karl Marx). La componente erotica della figura del vampiro è evidente, anche se si tratta di una sessualità distorta, patologica e sadica riconducibile a quella che Freud definì la fase orale

Il vampiro nella letteratura

La moderna incarnazione del mito del vampiro ha le sue origini nella letteratura gotica europea tra XVIII e XIX secolo. La figura del vampiro compare in poesie come “Il vampiro” (1748) di Heinrich August Ossenfelder, “Il vampiro” (1810) di John Stagg, “Il Giaurro” (1813) di Lord Byron. Il primo romanzo è invece considerato “Il vampiro” (1819) di John Polidori, che narra di un misterioso aristocratico, Lord Ruthven, che seduce giovani donne solo per berne il sangue e poi scomparire. Il romanzo “Carmilla” (1872) di Sheridan Le Fanu, ha come protagonista un vampiro al femminile. Nel 1897 fu poi pubblicato il romanzo di Bram Stoker, Dracula.

Il vampiro nel cinema

Le incarnazioni cinematografiche di Dracula sono state tantissime. La prima apparizione di una specie di vampiro al cinema va fatta risalire addirittura al pioniere Georges Méliès in Le manoir du Diable (1896).

Tra le molteplici interpretazioni di Dracula si possono citare quella di Bela Lugosi protagonista del Dracula di Tod Browning del 1931, quella di Klaus Kinski in Nosferatu, il Principe della Notte di Werner Herzog del 1978 e quella di Gary Oldman interprete del Dracula di Bram Stoker di Francis Ford Coppola del 1992.

https://www.youtube.com/watch?v=hgVzLNLYSHw&t=16s 

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Il romanzo gotico

Il romanzo gotico

LetteraTurestorie

di Giorgio Baruzzi

Il romanzo gotico

Il romanzo gotico è un genere letterario in cui prevalgono il mistero e il terrore, molto diffuso in Gran Bretagna fra la seconda metà del Settecento e i primi dell’Ottocento. Sviluppatosi nell’ambito del romanticismo inglese, il romanzo gotico o “romanzo nero” dominò la scena della letteratura popolare britannica anche grazie all’enorme successo che riscontrò presso il pubblico femminile.

Caratteristiche, ambienti, personaggi

Il genere è costituito da romanzi e racconti prevalentemente ambientati in lugubri abbazie e castelli medievali diroccati, popolati di fantasmi e dotati di passaggi segreti. Concepito, soprattutto in origine, per suscitare spavento nel lettore, esso è strutturato secondo schemi narrativi fissi in cui si muovono tenebrosi o demoniaci personaggi maschili che attentano al pudore di inermi ragazze virtuose. L’intrigo, infarcito di elementi legati al misterioso e al sovrannaturale, assicura invariabilmente una punizione finale dei cattivi e il trionfo della morale imperante. Nella seconda metà del Settecento si raggiunge l’apice dell’esplicitazione del macabro e dell’ambiguo con il romanzo nero o dell’orrore, che si pone l’obiettivo di suscitare nel lettore forti emozioni, usando tutti quegli elementi (la paura, l’angoscia, il turbamento) che provocano terrore.

In Inghilterra, la nuova sensibilità per il lato oscuro e il subconscio, favorisce la nascita del romanzo gotico; le sue caratteristiche sono l’ambientazione medievale stravagante e la trama complicata nella quale i protagonisti sono fanciulle perseguitate, fatti di sangue, fantasmi, vendette, matrimoni mancati e monaci corrotti. Solitamente gli scenari sono cupi conventi, castelli pieni di segreti ed infestati dai fantasmi, luoghi pieni di significati simbolici. In questi romanzi il protagonista non è mai l’eroe che incarna valori positivi, ma sempre un personaggio inquietante. Nonostante le sue origini inglesi, il romanzo gotico colloca le sue storie in Italia, in Spagna e in Corsica.

Autori del romanzo gotico

Fra i suoi esponenti più noti figurano Horace Walpole, considerato il padre del romanzo gotico e dei suoi canoni fondanti (Il castello di Otranto, 1764), William Beckford (Vathek, 1782), Ann Radcliffe (I misteri di Udolpho, 1794), Matthew Gregory Lewis (Il monaco, 1796) e Charles Robert Maturin (Melmoth l’errante, 1820). Un posto a parte spetta a Mary Wollstonecraft Shelley, il cui Frankenstein ovvero il Prometeo moderno (1818) si colloca al crocevia tra gotico e fantascienza. Echi gotici si trovano nella narrativa di Walter Scott e in Charles Dickens, e alcuni critici ne individuano tracce anche nella vicenda di Lucia e dell’Innominato nei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni.

Il genere, che condivide diversi elementi tematici con la ghost story, ha conosciuto nel corso del XIX secolo numerosi intrecci con altri generi letterari, dal fantastico al romanzo d’appendice. Per i suoi aspetti misteriosi e la presenza di personaggi fatali, il romanzo gotico è considerato il precursore del moderno romanzo a enigma. Nell’uso più estensivo, il termine “gotico” definisce un’opera letteraria i cui ingredienti principali siano l’orrore e il sovrannaturale.

CRONOLOGIA DEL ROMANZO GOTICO

1764, Il castello di Otranto, Horace Walpole

Primo romanzo del genere, vi si trovano i luoghi comuni del castello italiano dal fascino esotico tanto caro agli inglesi. Le ambientazioni cupe e i fantasmi sono il leitmotiv del romanzo.

1794, I misteri di Udolpho, Ann Radcliffe

1796, Il monaco, Mattew Gorge Lewis

1797, L’italiano, o il confessionale dei penitenti neri, Ann Radcliffe

1814, La meravigliosa storia di Peter Schlemihl, Adalbert Von Chamisso.

1815, Gli elisir del diavolo, Ernst Theodor Hoffman

1819, Frankenstein, o il moderno Prometeo, Mary Shelley

1819, Il Vampiro, John Polidori

1820, Melmoth l’errante, Charles Maturin

1843, I racconti del grottesco e dell’arabesco, E.A. Poe

1886, Lo strano caso del dottor Jekill e del signor Hyde, R.L. Stevenson.

1897, Dracula, Bram Stoker

https://www.theguardian.com/books/interactive/2014/may/09/reading-gothic-novel-pictures

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