Ungaretti, San Martino del Carso

san martino del carsoGiuseppe Ungaretti, San Martino del Carso

Valloncello dell’Albero Isolato il 27 agosto 1916

Il poeta-soldato ha di fronte le macerie della guerra: di un paese, San Martino del Carso,  non resta che qualche brandello di muro. Ma la distruzione più dolorosa e al tempo stesso indimenticabile è quella di coloro che avevano rapporti affettivi con lui. Essi sono stati annichiliti, restano però incancellabili dal cuore del poeta.

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro

Di tanti
che mi corrispondevano
non m’è rimasto
neppure tanto

Ma nel mio cuore
nessuna croce manca

E’ il mio cuore
il paese più straziato

(da L’allegria – Il porto sepolto) 

Analisi del testo.

La poesia contiene immagini di desolazione e di morte legate alla guerra.

□   Nella prima strofa le immagini di distruzione riguardano le cose materiali, le case di cui non rimane che “qualche brandello di muro”.

□   Nella seconda strofa la distruzione coinvolge i compagni morti, di cui nulla è rimasto, neppure pochi resti.

□   Nella terza strofa il poeta sottolinea che il ricordo di coloro che con lui avevano avuto una relazione di affetti non si cancella.

□   Nella quarta strofa il poeta stabilisce una relazione analogica tra la distruzione materiale e quella umana (“paese” e “cuore”). Quest’ultima è la distruzione più dolorosa.

La distruzione di San Martino del Carso è associata per analogia al cuore del poeta. All’immagine della distruzione materiale del paese corrisponde quella del completo annichilimento degli affetti più cari. San Martino è quasi completamente distrutto, ne resta in piedi solo qualche frammento di muro, ma delle persone care al poeta non resta neppure questo, neppure i loro resti nei cimiteri. Eppure, di tutti loro nel cuore del poeta non manca il doloroso ricordo. San Martino è un paese straziato, ma ancora più distrutto e più sconvolto è il cuore del poeta. L’immagine del cuore straziato dal dolore richiama quella iniziale del brandello di muro, metafora particolarmente significativa che richiama l’immagine dei corpi lacerati e mutilati dei soldati, conferendo al testo una circolarità ed una coerenza semantica.

Il componimento si articola in due strofe di quattro versi e due di due versi. Le due coppie di versi conclusivi sono formate in realtà da due endecasillabi dissimulati (Ma nel cuore nessuna croce manca/È il mio cuore il paese più straziato). Appaiono evidenti nella lirica la simmetria della struttura sintattica e l’insistito ricorso all’iterazione, sia a livello lessicale che fonico. Il ripetuto ricorso all’enjambement contribuisce a isolare le parole cui è attribuito particolare valore semantico. Prevalgono, alla fine dei versi, le parole in cui l’accento ritmico cade sulla vocale “a” (casa-rimasto-tanti-tanto-manca-straziato) che costituisce pertanto il suono dominante. Inoltre, le parole muro-cuore acquistano rilievo particolare e rimandano l’una all’altra per analogia fonica.

Nella poesia compaiono le caratteristiche tipiche dell’Allegria: versicoli di varia lunghezza, privi di punteggiatura, uso della maiuscola ad inizio di ogni strofa, assenza di rime tradizionali, verticalizzazione del componimento, numerosi spazi bianchi e pause di fine verso. La redazione definitiva della lirica risale al 1942 ed appare evidente il processo di riduzione all’essenziale subito dal testo rispetto alla prima redazione. L’ultima redazione, infatti, testimonia la scelta del poeta ad isolare ed esaltare la singola parola, attraverso la disgregazione delle forme metrico-ritmiche tradizionali, per restituire alla parola una pregnanza di significato e caricarla di tutta l’energia della sintesi.

Analisi del testo

  1. Nel definire la distruzione delle case il poeta usa l’espressione “brandello di muro” per indicare le superstiti macerie delle abitazioni. Come spieghi questa scelta lessicale?
  2. Le prime due strofe sono simmetriche. Evidenzia l’analogia tra la distruzione materiale delle case e quella degli affetti e dei rapporti umani in una tabella a due colonne.
  3. Il parallelismo è evidenziato dall’uso dell’anafora: individuala nel testo.
  4. La simmetria si ripropone nella terza e quarta strofa. Tuttavia il confronto analogico è possibile solo per deduzione negli ultimi due versi, che sono la chiave interpretativa del testo. Parafrasa il testo.
  5. Il poeta conserva il ricordo di tutti coloro che lo “corrispondevano”. Ti sembra che questo per lui rappresenti una consolazione? Perché?
  6. Osserva il rapporto tra disposizione metrica e sintassi: ogni frase corrisponde a una strofa e i versi ne costituiscono un frammento. Quale effetto produce questo particolare uso dell’enjambement?
  7. La punteggiatura è assente nel testo: da cosa ti sembra che sia sostituita?
  8. Confronta la stesura iniziale del testo con quella conclusiva: quali differenze puoi rilevare? Che tipo di modifiche ha apportato il poeta? Quale dei due testi ti sembra più efficace? Perché? La prima stesura ti aiuta a comprendere meglio il significato di quella definitiva?
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